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Libia, le forze del GNA cominciano a chiudere l’LNA a Wadi Al Rabiyah

Libia, Le Forze Del GNA Cominciano A Chiudere L’LNA A Wadi Al Rabiyah

Le forze del GNA hanno lanciato un massiccio contrattacco sull’LNA a Wadi Al Rabiyah. L’obiettivo è cominciare a chiudere il cerchio sulle truppe di Haftar a sud di Tripoli

Le forze del GNA sono passate al contrattacco su quelle di Khalifa Haftar, cominciando l’accerchiamento a sud di Tripoli. Gli assetti di Fayez Sarraj hanno lanciato un massiccio attacco contro l’LNA a Wadi Al Rabiyah, uno dei due apici da cui si sta chiudendo il cerchio sulle milizie di Bengasi. L’altro, Qasr Bin Ghazir, è già sotto assedio, dopo che le forze governative hanno liberato Tueisha. Nel frattempo, proseguono i raid aerei su Siti Sayeh, al centro dell’area nemica. Il Generale, invece, continua a usare i droni e i caccia per bombardare il quadrante a sud della capitale libica ma non sembra ottenere alcun progresso. La sua offensiva, infatti, si è fermata e le unità combattono più che altro per mantenere le posizioni, piuttosto che conquistarne di nuove. Gli scontri più violenti si registrano nei pressi dell’aeroporto internazionale di Mitiga, dove sembra ci sia una situazione di stallo.

Sarraj vola a Roma per incontrare il premier Conte. Obiettivo: ottenere il sostegno dell’Italia in ambito politico-diplomatico verso la comunità internazionale, Stati Uniti in primis, affinché sia adottata una posizione univoca sulla crisi in Libia. Il Generale è sempre più debole anche con i suoi partner tradizionali

Intanto, Sarraj è volato a Roma per incontrare il premier italiano, Giuseppe Conte, nell’ambito del suo tour europeo. L’obiettivo è ottenere sostegno “concreto” per l’aggressione di Haftar, che non si fermerà durante il Ramadan, come ha minacciato il Generale. Il capo del PC chiederà al presidente del Consiglio supporto soprattutto in ambito politico-diplomatico per far leva sulla comunità internazionale, Stati Uniti in primis, affinché venga adottata una posizione univoca sulla situazione in Libia. Soprattutto dopo che si sarà conclusa questa specie di guerra civile, che vede l’uomo forte della Cirenaica sempre più in difficoltà. Anche con i suoi partner tradizionali. Preoccupati dell’escalation del terrorismo in Libia (vedi Isis), dovuto alle manovre, che rischia di estendersi anche nei paesi vicini. Perciò, Haftar, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, dovrà tornare a sedersi al tavolo negoziale, ma questa volta come grande sconfitto.

Il premier libico vuole contrastare la macchina di propaganda di Haftar, illustrando la reale situazione legata alla Libia, in vista del CAE UE del 13 maggio

Secondo Sarraj sarà quello il momento in cui Tripoli avrà più bisogno dei partner stranieri. Questi dovranno avere una posizione comune e trasparente sulla crisi, in modo che non si ripeta quanto accaduto finora. Il tour nell’UE servirà anche a contrastare la prolifera macchina di propaganda di Haftar, che sta dipingendo una situazione diversa da quella che è realmente. Sia dentro sia fuori dal paese africano. L’offensiva di Bengasi è in stallo e non è vero che l’Europa è quasi tutta a favore del Generale. Il GNA, oltre che dall’Italia, è sostenuto da Germania (tappa successiva del viaggio del premier libico), Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi. Altre nazioni, invece, finora sono rimaste “alla finestra”. Sarraj, perciò, punta ad aumentare il consenso. Soprattutto in vista del Consiglio Affari Europei (CAE) del 13 maggio a Bruxelles, dove i capi delle diplomazie europee dovranno mettere a punto una nuova dichiarazione sulla Libia. 

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