skip to Main Content

La Siria forse ha subito anche un cyber attacco oltre all’offensiva coi missili

La Siria Forse Ha Subito Anche Un Cyber Attacco Oltre All’offensiva Coi Missili

Si affaccia l’ipotesi che la Siria, oltre all’operazione Usa-UK-Francia, potrebbe aver subito un’azione di cyberwarfare

In Siria l’attacco Usa-UK-Francia contro il regime di Assad forse non è stato l’unico. Si affaccia l’ipotesi anche di una cyber offensiva. Nelle ultime ore, la tv di stato di Damasco ha denunciato un nuovo lancio di missili nella regione di Homs. Tanto che sono state attivate le difese aeree del paese. In particolare sarebbe stata presa di mira una base militare a Shayrat. La stessa attaccata dagli Stati Uniti l’anno scorso, dopo il massacro con il gas a Khan Sheikhun. Washington ha immediatamente negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda. Poi, dopo alcune ore, fonti con governative siriane hanno smentito l’accaduto, definendolo un falso allarme. I fatti, però, potrebbero essere avvenuti diversamente. Fonti locali e internazionali ipotizzano che qualcuno abbia lanciato un’azione di cyberwarfare contro il centro di riporto e controllo di Damasco. La struttura che riceve tutte le informazioni legate alla protezione dello spazio aereo nazionale e le smista alle unità competenti.

Alcuni elementi fanno pensare che possa essere stato hackerato e compromesso il centro di riporto e controllo, il quale ha generato falsi positivi su presunti missili in arrivo

La compromissione del centro di riporto e controllo siriano avrebbe generato un falso positivo su un attacco e messo in allarme i sistemi di difesa aerea di Damasco. Questi hanno reagito immediatamente alla minaccia, attivandosi. Non è chiaro, però, se addirittura siano stati lanciati missili o meno. L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) riporta di forti esplosioni vicino alla base di Shayrat. Ma, come riferisce Repubblica, il responsabile Rami Abdel ha precisato che i missili non hanno colpito alcuna base aerea del regime di Assad. Peraltro, quello a Homs potrebbe non essere un episodio isolato. Secondo il quotidiano Al-Masdar, la difesa aerea siriana ha risposto a un’aggressione con missili non identificati alla periferia di Damasco. Tre ordigni avrebbero puntato contro l’aeroporto di Dumair. Ma anche questo era un falso allarme.

Non ci sono conferme, ma gli occhi sono puntati su Usa e Israele. I due paesi hanno condotto cyber offensive con successo in passato. Basti ricordare Stuxnet e l’Iran

Aumentano i sospetti, perciò, che si sia trattata di un’operazione di cyberwarfare. Resta da capire chi l’abbia effettuata. Gli occhi, nonostante non ci siano conferme, sono puntati su Usa e Israele. I due paesi già in passato avevano operato con successo in questo ambito. Basti ricordare l’episodio del virus informatico Stuxnet, il worm che portò al sabotaggio delle centrifughe nella centrale nucleare iraniana di Natanz. In questa situazione potrebbero aver effettuato un’azione di hacking o di infezione simile con 2 obiettivi: il primo è saggiare le cyber difese siriane legate soprattutto alla difesa aerea e i tempi di risposta. Il secondo è lanciare un chiaro messaggio a Damasco: attenzione, possiamo colpirvi in qualunque momento, in silenzio e con successo.

Una delle ipotesi Usa per la risposta al presunto uso di clarino da parte di Assad a Douma (Ghouta) era un attacco informatico

Back To Top