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Isis usa il Coronavirus per la propaganda, ma è un’arma a doppio taglio

Isis Usa Il Coronavirus Per La Propaganda, Ma è Un’arma A Doppio Taglio

Isis usa il Coronavirus per la propaganda. Sui canali dei social media si moltiplicano i messaggi, secondo cui il New China Virus è “la punizione di Allah per gli infedeli”. I vertici del gruppo, però, al momento non si esprimono

Isis usa il Coronavirus come elemento di propaganda. Nei social media c’è un boom di messaggi, legati all’epidemia del New China Virus, scambiati e rilanciati dai simpatizzanti dello Stato Islamico. In particolare, si sottolinea che quanto sta accadendo il tutto il mondo è la punizione di Allah per gli infedeli. Finora, comunque, non c’è stata nessuna presa di posizione sui canali officiali Daesh o sugli organi di propaganda. A sostegno della tesi viene citata la Sura 27 del Corano, la An-Naml (le formiche). Invece, almeno finora, non è stata presa nessuna posizione ufficiale dai vertici Daesh sull’argomento. Infatti, non ci sono tracce delle affermazioni sui principali organi di propaganda del gruppo. Ciò, nonostante nei canali dei supporters IS, i post sul COVID-19 si stiano moltiplicando. Segno che, a differenza del passato, i jihadisti non sono più in grado di portare avanti una politica di propaganda “corale” e coordinata.

Il COVID-19, infatti, è un’arma a doppio taglio. Il virus è già arrivato in Medio Oriente, uccidendo due persone in Iran e potrebbe estendersi anche all’Iraq. In questo caso, i jihadisti Daesh rischiano di essere delle vittime ideali

Peraltro, il Coronavirus è arrivato ufficialmente anche in Medio Oriente e ha già causato due vittime in Iran. Di conseguenza,  data la vicinanza tra i due paesi e il continuo flusso di persone che quotidianamente attraversano i confini, non si può escludere che presto non possa estendersi anche all’Iraq. Nell’ipotesi, per ironia della sorte, i più soggetti a essere contagiati dal New China Virus sarebbero proprio i miliziani Isis. Questi vivono spesso in condizioni igienico-sanitarie pessime e non hanno accesso ai medicinali e alle cure fornite dalle grandi infrastrutture. In questo caso, come si muoverebbe la propaganda dello Stato Islamico? Chi all’interno di Daesh è stato colpito dal COVID-19 è una vittima o anch’esso un “infedele”?

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