Isis è sotto attacco in tutta la Siria: da Deir Ezzor a Badia, a Suweida

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Isis è sotto pesante attacco in tutta la Siria. Da Deir Ezzor al deserto di Badia, passando per Suweida. Operation Round Up delle SDF procede spedita contro lo Stato Islamico a est dell’Eufrate

Isis in Siria è sotto pesante attacco ovunque. Da Deir Ezzor ad Homs orientale, passando da Suweida. A est dell’Eufrate ha preso ilo via ufficialmente l’offensiva finale delle SDF contro lo Stato Islamico. Le forze arabo-curde di Operation Round Up (Jazeera Storm) hanno lanciato un attacco multiplo combinato contro i jihadisti in tutte e 4 le roccaforti: Hajin, Sha’Fah, Sousa e Baghuz. Insieme alle truppe sul terreno sono state schierate l’artiglieria e la componente aerea della Coalizione Internazionale. Alle manovre, peraltro, partecipano anche le ISF irachene, che vigilano lungo i confini per evitare tentativi di fuga o infiltrazioni nei due paesi. Le manovre stanno già dando i loro frutti, con Daesh costretto ad arretrare verso le città a causa del pressing nemico. I combattenti siriani, però, procedono lentamente per bonificare tutte le aree liberate dalle mine e IED, collocate dai terroristi.

L’esercito siriano (SAA) ha lanciato un’offensiva a sorpresa contro Daesh nel deserto di badia tra Homs e Deir Ezzor. A Suweida, invece, avanza grazie alla popolazione

L’esercito siriano, parallelamente all’avvio delle manovre delle SDF ad est dell’Eufrate, ha lanciato un’offensiva contro Isis nel deserto di Badia tra Homs e Deir Ezzor. L’operazione del SAA è partita da Tulul Saruq e spinge verso il centro della zona. I soldati, peraltro, in breve tempo hanno cacciato i miliziani dello Stato Islamico da un’area di 30 chilometri e hanno raggiunto il villaggio di Nayriyah. Le truppe sul terreno sono coperte dai caccia russi che forniscono loro supporto aereo ravvicinato (CAS). Anche a Suweida Daesh è sotto attacco. I militari di Damasco stringono lentamente il cerchio ad Al-Safa, anche se non sono ancora riusciti a raggiungerne il “core”. La zona montuosa (vulcanica), infatti, fornisce ripari numerosi naturali ai jihadisti e solo l’intervento della popolazione locale ha permesso ai soldati di sbloccare diverse situazioni in stallo. I civili, infatti, dopo i recenti rapimenti, hanno imbracciato le armi per eliminare i miliziani.