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Isis, comincia a Diyala la quarta fase dell’operazione Heroes of Iraq

Isis, Comincia A Diyala La Quarta Fase Dell’operazione Heroes Of Iraq

Comincia a Diyala la quarta fase dell’operazione anti-Isis, Heroes of Iraq. Le manovre delle ISF e Inherent Resolve coinvolgono soprattutto per forze speciali. Obiettivo: distruggere la rete logistica e di sostegno ai miliziani Daesh fino ai confini con l’Iran

E’ comincia la quarta fase dell’operazione anti-Isis, Heroes of Iraq. Le manovre delle ISF, che vedono protagoniste le forze speciali (ISOF) locali, sono supportate da Inherent Resolve sia nella fase della pianificazione sia quella operativa e sono concentrate nella provincia di Diyala. Obiettivo: smantellare le cellule dello Stato Islamico che operano nell’area. In particolare, i soldati prenderanno di mira le reti logistiche e di sostegno ai jihadisti Daesh. I soldati opereranno all’interno di un quadrante di circa 17.685 chilometri quadrati fino al confine con l’Iran con raid e bombardamenti mirati. Questi saranno resi possibili dalla Falcon Cell, l’unità che si occupa di infiltrare uomini nei ranghi dei terroristi, che mapperà i loro movimenti e scoprirà i covi, nonché da diverse unità di “illuminatori”, i quali scoveranno i bersagli da colpire e comunicheranno le loro coordinate alla sala operativa.

L’intera campagna, partita a febbraio nell’ovest dell’Iraq, si è progressivamente spostata verso il centro per contrastare i tentativi di Daesh di rialzare la testa

Le precedenti tre fasi dell’operazione anti-Isis, Heroes of Iraq, cominciata a febbraio del 2020, avevano coinvolto Salahuddin, Diyala, Samarra, Kirkuk e Anbar. Nella prima c’era stata la caccia ai miliziani dello Stato Islamico in tutto l’ovest del paese mediorientale fino al confine con la Siria e la Giordania. Poi, le manovre delle ISF e Inherent Resolve si sono spostate gradualmente verso il centro. L’obiettivo generale di tutta la campagna è bloccare i tentativi Daesh di rialzare la testa nella nazione, distruggendo i nascondigli dei terroristi e tagliando loro le rotte di sostegno dall’esterno. A proposito, infatti, nelle precedenti fasi dell’offensiva hanno partecipato anche le SDF e i militari giordani, che hanno sigillato i confini per evitare possibili fughe dei fondamentalisti.

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