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Iraq-Siria, la Coalizione Globale conferma l’impegno e il sostegno anti-Isis

Iraq-Siria, La Coalizione Globale Conferma L’impegno E Il Sostegno Anti-Isis

La Coalizione Globale: Isis è stato sconfitto militarmente, ma rappresenta ancora una minaccia

“La sconfitta territoriale di ISIS non rappresenta lo sradicamento del gruppo dei terroristi o la fine della minaccia terroristica che essi pongono”. Lo hanno affermato i direttori politici della Coalizione Globale anti-Daesh nel corso di un incontro a Parigi per fare il punto della situazione. Lo Stato Islamico, “mentre continua a ispirare attacchi terroristici attraverso sforzi di propaganda attivi, ha anche dimostrato la sua capacità di resilienza e adattabilità, continuando a condurre attacchi letali – hanno sottolineato gli esponenti internazionali -. Ha usato le sue cellule attive nella regione per attaccare i nostri partner e le popolazioni civili sia in Iraq si in Siria, dove abbiamo visto recentemente un aumento degli attacchi nel Levante. Questa è una delle maggiori preoccupazioni per l’intera Coalizione, poiché mette a rischio i principali successi militari ottenuti e la stabilità necessaria per la ripresa. La sconfitta territoriale è stata raggiunta, ma il lavoro per assicurare una duratura sconfitta di Daesh/ISIS deve essere ancora fatto”.

La Coalizione deve rimanere unita e determinata per sconfiggere lo Stato Islamico. Sia in Iraq sia in Siria

Perciò, “la Coalizione deve rimanere unita e determinata nella sua missione di degradare e sconfiggere ISIS attraverso un approccio globale che includa impegni militari, umanitari, di stabilizzazione, di comunicazione e politici nel periodo a venire – hanno aggiunto gli esperti internazionali da Parigi -. Dobbiamo mantenere il livello appropriato di impegno militare nel Core, per sostenere il governo iracheno e i nostri partner locali in Siria (le SDF di Jazeera Storm, ndr.) nei loro sforzi in corso contro le cellule clandestine” dello Stato Islamico. Inoltre, “tenendo conto dell’incertezza della situazione di sicurezza sul terreno, è particolarmente importante che le forze militari della Coalizione restino nel Levante per fornire il supporto necessario ai nostri partner sul terreno. Queste continueranno a costruire le capacità delle forze di sicurezza irachene, in stretto coordinamento con altri attori internazionali coinvolti come la NATO e l’Unione europea”.

Attenzione massima nei confronti dei Foreign Fighters (FTF)

“Dobbiamo anche mantenere uno stretto coordinamento per impedire che i foreign fighters (FTF), compresi quelli detenuti, nascosti nel sottosuolo o al riparo dal controllo della Coalizione, tornino sul campo di battaglia in Iraq e in Siria, o si trasferiscano altrove e pianifichino attacchi oltreoceano – hanno spiegato i direttori politici della Coalizione -. La condivisione di informazioni tra tutti i partner su Daesh/ISIS, FTF e i loro movimenti è la chiave per contrastare efficacemente il fenomeno”. Ciò anche “attraverso l’INTERPOL, come concordato durante la sesta revisione della strategia globale antiterrorismo delle Nazioni Unite. Inoltre, dobbiamo aderire a tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza ONU che vietano la fornitura di qualsiasi forma di sostegno, diretto o indiretto, che faciliti i movimenti dei FTF dello Stato Islamico”.

In Iraq e Siria si lavora per la stabilizzazione e per soddisfare i bisogni della popolazione. Obiettivo: allontanare un possibile ritorno di Daesh

Per quanto riguarda l’Iraq, l’incontro di Parigi ha offerto alla Coalizione Globale l’opportunità di discutere su come lavorare con il governo di Baghdad per affrontare adeguatamente i bisogni umanitari e di stabilizzazione. “Continuiamo a sostenere il governo iracheno, in stretto coordinamento con le Nazioni Unite e altre organizzazioni e partner internazionali, al fine di aiutare le popolazioni locali a riprendersi, per prevenire una risurrezione Daesh/ISIS e ad aprire la strada a un governo inclusivo dell’Iraq processo di ricostruzione, sulla scia della Conferenza internazionale del Kuwait per la ricostruzione dell’Iraq – si legge nel testo finale -. Nel nord est della Siria, continuiamo a concentrarci sull’assistenza umanitaria e di stabilizzazione per migliorare la vita delle popolazioni vulnerabili, stabilendo il percorso per una ripresa sostenibile dall’occupazione dello Stato Islamico. Il nostro lavoro includerà l’analisi di genere per assicurarci di indirizzare i nostri sforzi verso i bisogni dell’intera popolazione”.

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