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Iraq-Siria, giornata nera per Isis che perde due leader e molti miliziani

Iraq-Siria, Giornata Nera Per Isis Che Perde Due Leader E Molti Miliziani

Isis in Iraq perde due leader e molti miliziani, grazie a una serie di operazioni delle ISF e della Coalizione Internazionale tra Anbar e Diyala

Giornata nera per Isis in Iraq e Siria. Lo Stato Islamico ha perso in un solo giorno alcuni leader di primo piano e numerosi jihadisti. Inoltre, sono state distrutte alcune rotte di passaggio dei miliziani tra i due paesi e una rete di tunnel ad Anbar. Il comandante ucciso è Abdullah Farhan, alias Abu Muaallam al-Iraq. L’uomo era chiamato l’emiro Daesh della Wilayat di Al-Jazeera. I caccia di Baghdad lo hanno scovato ed eliminato, mentre si nascondeva di confine insieme alle sue guardie del corpo. Sempre nella stessa provincia, inoltre, gli aerei della Coalizione Internazionale hanno attaccato un’area nel deserto di al-Dulab in cui si era riunito un grande gruppo di fondamentalisti, causando morti e feriti tra loro. Infine, l’intelligence locale ha catturato a Diyala il capo IS a Rashidiyah.

La popolazione nel nord est della Siria comincia a tornare a casa, grazie alle manovre delle SDF per eliminare le cellule Daesh. Le prime 800 persone hanno già lasciato il campo di al-Hol e molte altre si preparano a farlo

In Siria, invece, le SDF continuano la caccia alle cellule Isis sulla Shaddaday Road lungo l’Eufrate. La maxi operazione in corso, che in poco tempo ha portato all’arresto di oltre cento miliziani dello Stato Islamico, ha fatto migliorare sensibilmente la sicurezza in tutto il nord est del paese. Infatti, gli sfollati, ospitati nel campo di al-Hol, stanno  cominciando a tornare alle loro abitazioni. Le prime 800 persone, sono rientrate nelle proprie case a Raqqa e Tabqa. Ora si sta cominciando a lavorare anche per quanto riguarda Deir Ezzor. La minaccia dello Stato Islamico è ancora presente nell’area, ma la popolazione si sente al sicuro grazie al robusto meccanismo di sicurezza impostato da Jazeera Storm. Inoltre, i continui arresti di miliziani Daesh infiltrati rafforzano questa sensazione e prevale il desiderio di rientrare a casa.

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