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Iraq, maxi operazione contro Isis in tutto il paese. Da Kirkuk a Salahuddin

Iraq, Maxi Operazione Contro Isis In Tutto Il Paese. Da Kirkuk A Salahuddin

Maxi operazione contro Isis in tutto l’Iraq da Kirkuk a Salahuddin, passando per Nineveh. Lo Stato Islamico perde numerosi elementi, un leader e un facilitatore. Inoltre, le ISF distruggono 10 tunnel

Maxi operazione in Iraq contro Isis. Le ISF di Baghdad hanno ucciso 14 miliziani dello Stato Islamico e catturato un alto leader a Kirkuk, nei pressi di al-Wehda, nel corso di manovre a cui hanno partecipato anche i caccia della Coalizione Internazionale. Tra Nineveh e Salahuddin, invece, è stata smantellata una rete di 10 tunnel e c’è stata una violenta battaglia, in cui hanno perso la vita alcuni jihadisti Daesh. Inoltre, a Samarra è stato sventato un tentativo di infiltrazione dei fondamentalisti. Questi, secondo fonti locali, hanno cercato di arrivare a al-Adiyat, Zour Albu-Hammoud e Ain al-Helwa, a bordo di barchini. I soldati, però, sono riusciti a intercettarli e ad obbligarli a fuggire. Infine, a Nineveh è stato arrestato un contrabbandiere legato a IS. Questo, come lui stesso ha confessato, si occupava di trasferire elementi del gruppo dalla Siria all’Iraq.

In Siria si avvicina la nascita di una buffer zone per impedire alla Turchia di invadere la regione curda. Inoltre, la Coalizione dovrebbe continuare a supportare le SDF in chiave anti-Daesh  

Intanto, in Siria potrebbe presto nascere il meccanismo di sicurezza a sostegno dei curdi. Il governo dei Paesi Bassi, infatti, ha reso noto di aver preso in considerazione la richiesta degli Stati Uniti fatta a 30 paesi della Coalizione di continuare a fornire supporto alle SDF di Jazeera Storm, in chiave anti-Daesh. Agli inizi del mese, inoltre, la Germania aveva detto sì al piano per stabilire una security zone nel nord est del paese mediorientale. Altre nazioni del gruppo, infine, seppur in via riservata si sono espresse allo stesso modo nei giorni scorsi sia sulla zona cuscinetto sia su Isis. L’obiettivo, infatti, è proteggere l’area curda non solo dallo Stato Islamico, ma anche dalla Turchia. Ankara ha minacciato più volte di invadere l’area a est dell’Eufrate e finora è stata fermata solo dalla presenza militare Usa a Manbij. Servono però azioni più stabili e durature.

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