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Iraq, lo Stato Islamico cerca di alzare la testa a Kirkuk e Diyala

Lo Stato Islamico cerca di alzare la testa a Kirkuk e Diyala. Escalation di attacchi dei jihadisti pro-ISIS contro convogli delle forze di sicurezza irachene e villaggi nel quadrante. L’ONU conferma l’aumento di attività IS condannando le aggressioni

Lo Stato Islamico, dopo gli ultimi colpi subiti in Iraq e in Kurdistan, cerca di rialzare la testa. Jihadisti pro-ISIS hanno effettuato alcuni attacchi a Kirkuk nell’area di Sargaran, uccidendo e ferendo diversi soldati. In particolare, sono stati presi di mira i convogli e i singoli veicoli che transitavano nell’area e che sono stati attaccati da commando o con IED. I miliziani dello Stato Islamico hanno recentemente incrementato le attività nel quadrante, sfruttando i raid turchi che hanno distratto l’attenzione dei nemici, in particolare dei curdi. Non a caso il 19 dicembre hanno attaccato con i cecchini un villaggio nel distretto di Khalis a Diyala, uccidendo otto civili, e il giorno prima avevano colpito un convoglio della polizia a Rashad, causando la morte di nove poliziotti. La conferma dell’escalation viene anche dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che il 20 dicembre ha condannato una serie di imboscate di IS nelle due province.

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