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Iraq, le milizie pro-Iran pianificano attacco nella Green Zone a capodanno

L’intelligence irachena: Le milizie pro-Iran pianificano attacco nella Green Zone a capodanno. Il bersaglio potrebbe essere l’ambasciata Usa, allerta ai massimi livelli

Le milizie pro-Iran in Iraq pianificano un attacco nella Green Zone e probabilmente contro l’ambasciata statunitense a Baghdad per capodanno. E’ l’allarme lanciato dall’intelligence locale, secondo cui ci sono segnali circa il trasferimento di lanciatori di razzi Grad verso il quartiere di al-Maamel. Di conseguenza, l’allerta è stata innalzata ai massimi livelli. Soprattutto dopo l’attacco alla sede diplomatica della settimana scorsa, considerato il più violento da anni. Ma nella Green Zone non c’è solo l’ambasciata. Sono a rischio, infatti, diversi edifici governativi. A seguito di ciò è stata massimizzata l’azione della Falcon Cell, il gruppo di 007 che opera infiltrandosi nei ranghi dei jihadisti Isis o delle milizie.

Intanto, tra i gruppi paramilitari sciiti è scoppiata una guerra interna. Lo confermano i recenti omicidi di comandanti di varie formazioni, anche vicini ad al-Sadr

Intanto, tra i gruppi pro-Iran in Iraq è scoppiata una sorta di guerra interna per la leadership nel paese mediorientale. Lo conferma la serie recente di misteriosi omicidi di alti comandanti delle varie milizie. L’ultimo a perdere la vita è stato Rami al-Shabani, leader della “Brigata della Pace” (Saraya Salam), affiliata ad Hashd al-Shaabi. L’uomo, ucciso a Diwaniyah da ignoti, peraltro era uno stretto consigliere di Moqtada al-Sadr, l’imam sciita a capo dell’Esercito del Mahdi. Questo, pur essendo contro l’“occupazione” dell’Iraq da parte degli Stati Uniti, aveva ordinato ai suoi uomini di non attaccare obiettivi americani nella nazione. Le formazioni in lotta sono quelle più oltranziste e quelle “attendiste”. Le prime vogliono “punire” il nemico con le armi, mentre le seconde ritengono che sia un errore. Ciò, in quanto si rischia di attirare troppo l’attenzione e di diventare un bersaglio.

In mezzo al conflitto interno, ci sono i “gruppi spontanei”. False milizie formate da criminali, veterani ed ex jihadisti Isis, che attaccano i convogli logistici civili di Inherent Resolve. Obiettivo: mantenere il pressing sul “nemico”, minacciando di alzare il tiro

In mezzo a questa guerra interna tra le milizie pro-Iran in Iraq ci sono i cosiddetti “gruppi spontanei”. Sono piccole formazioni, che periodicamente adottano nuove sigle per giustificare attacchi mirati contro Inherent Resolve e gli Stati Uniti. Questi, infatti, colpiscono i convogli logistici civili su base quasi quotidiana già da mesi. Sono formati da criminali, veterani ed ex jihadisti Isis. Si ritiene che siano coordinati e finanziati da agenti iraniani, i quali indicano loro i bersagli da colpire. L’obiettivo è creare azioni di disturbo per mantenere il pressing sul “nemico”, sotto la minaccia costante di alzare il tiro. I gruppi, peraltro, sono stati usati più volte anche per rivendicare gli attacchi contro l’ambasciata americana o obiettivi nella Green Zone.

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