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Iraq, le ISF prendono di mira la rete logistica Isis ad Anbar e Nineveh

Iraq, Le ISF Prendono Di Mira La Rete Logistica Isis Ad Anbar E Nineveh

Nuova offensiva delle ISF contro la rete logistica e di supporto Isis a Nineveh e Anbar. Arrestati otto jihadisti e un leader dello Stato Islamico nelle due province irachene

Nuova offensiva delle ISF contro Isis a nord e a ovest dell’Iraq. I soldati ihanno arrestato otto miliziani dello Stato Islamico in due distinte operazioni nell’area di Mosul nella provincia di Nineveh. Il primo gruppo, composto da tre elementi, è stato catturato nel villaggio di Al-Arej. Questi erano specializzati nello spionaggio e nella propaganda. Gli altri, invece, sono stati presi sulla strada tra l’ex capitale Daesh e Baghdad. Due di loro facevano parte della cosiddetta “polizia” (Al-Hisba) e tre lavoravano nell’ufficio di reclutamento dei jihadisti. Inoltre, nel distretto di Haditha ad Anbar è stato fermato un leader IS, a capo di una importante cellula, che si occupava di trasferire i miliziani provenienti dalla Siria all’interno del paese. Questi, dopo aver attraversato il valico di Qaim, vengono smistati in varie località (soprattutto a nord est) per rafforzare i ranghi dei gruppi già presenti sul territorio. 

Baghdad cerca anche di prevenire nuove infiltrazioni di miliziani Daesh, inviando rinforzi a Qaim e al confine con las Siria a nord est

Non a caso, le ISF hanno appena inviato rinforzi nella stessa Qaim per rafforzare la sicurezza e la vigilanza al confine con la Siria in chiave anti-Isis. L’obiettivo è bloccare le infiltrazioni dello Stato Islamico dal paese vicino, per ridurre la capacità operativa dei jihadisti nel paese. Questi, infatti, a seguito del maggiore pressing subito dalle SDF e da Inherent Resolve, stanno cercando di creare un corridoio di fuga sicuro verso l’Iraq. I loro punti di accesso preferiti sono a nord ovest, nella provincia di Nineveh e a Qaim in quella di Anbar. L’intelligence, peraltro, ha avvisato che Daesh ha pianificato di trasferirsi in massa. Di conseguenza, Baghdad è dovuta correre velocemente ai ripari, colpendo dove può e cercando di prevenire ulteriori pericoli. Soprattutto in un momento in cui il clima è molto teso, nonostante la recente nomina di un nuovo premier.

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