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Iraq, l’attacco a Erbil cambia il paradigma della lotta alle milizie pro-Iran

Le milizie pro-Iran in Iraq hanno alzato troppo il tiro con l’attacco alla base di Inherent Resolve a Erbil

Le milizie pro-Iran hanno alzato troppo il tiro in Kurdistan. L’attacco con i razzi contro la base di Inherent Resolve a Erbil, infatti, avrà pesanti ripercussioni per le loro operazioni in tutto l’Iraq. Secondo le fonti ufficiali, sono stati lanciati 14 razzi da artiglieria (Haseb/Falaq-1/Fadjr-1) da 107 millimetri, di cui tre sono caduti all’interno del perimetro della struttura. Il bilancio è stato di un contractor civile morto e di nove feriti, di cui otto colleghi dell’operatore ucciso e un militare statunitense. L’attacco è stato rivendicato da un gruppo misterioso, che si fa chiamare Awliyaa al-Dam (I Guardiani del Sangue). Con tutta probabilità, invece, è l’ennesimo nome assunto dalle piccole formazioni di jihadisti, che agiscono per conto di Teheran con azioni di “disturbo” ai danni della Coalizione Internazionale. Finora, però, queste si erano limitate a imboscate e attentati ai convogli logistici civili.

Comincia la caccia all’uomo degli attentatori, non solo in Kurdistan ma anche nel resto dell’Iraq

L’episodio di Erbil, invece, cambia lo scenario. Sia perché è stata colpita una base di Inherent Resolve sia perché tra i feriti ci sono curdi. Non a caso, il ministero dei Peshmerga ha appena diffuso una nota in cui si sottolinea che un attacco alla Coalizione è un attacco ai Peshmerga. Di conseguenza, le forze locali reagiranno con determinazione per scovare i responsabili. Un primo risultato è stato già ottenuto con il rinvenimento sulla strada tra Erbil e Gwer del mezzo usato dai terroristi. Ora è partita la caccia all’uomo, che non si fermerà in Kurdistan, ma proseguirà anche nel resto dell’Iraq. Baghdad ha subito garantito massima cooperazione e ha attivato tutti i sensori sul terreno per rilevare eventuali movimenti sospetti, soprattutto nell’area di Kirkuk. Questa, infatti, è l’unico quadrante da cui chi ha lanciato i razzi potrebbe cercare di fuggire.

I gruppi vicini a Teheran o scaricheranno i responsabili dell’attacco a Erbil o diventeranno bersagli della Coalizione e dei Peshmerga

Intanto, le altre milizie pro-Iran in Iraq sono estremamente nervose. Nessuna finora ha preso una posizione ufficiale sull’’attacco a Erbil, ma non si esclude che prossimamente i responsabili vengano trovati anche grazie a “suggerimenti” esterni. I gruppi legati all’Iran, infatti, temono di essere associati ai responsabili dell’evento e di finire, perciò, nella black list Usa-curda. In quel caso diventerebbero bersagli e subirebbero offensive, a cui difficilmente sarebbero in grado di sopravvivere. Di conseguenza, potrebbero decidere di “scaricare” gli assalitori. A maggior ragione se questi dovessero aver colpito la base di Inherent Resolve in autonomia o per errore.

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