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Iraq, la cooperazione anti-Isis tra Inherent Resolve e ISF non si è fermata

Il colonnello Caggins: Inherent Resolve non ha interrotto la cooperazione anti-ISIS con le ISF in Iraq. Si pianificano insieme le operazioni e il pressing contro lo Stato Islamico

Inherent Resolve non ha smesso di aiutare le ISF in Iraq nella guerra contro Isis. Lo ha confermato in un’intervista a Rudaw il portavoce della Coalizione Internazionale, il colonnello Myles B. Caggins III. La forza multinazionale, infatti, “è impegnata a fare partnership con le forze di sicurezza locali per mantenere il pressing sulle cellule dello Stato Islamico, nonché per aiutarle ad addestrarsi e a migliorare”. A ulteriore conferma, l’ufficiale ha sottolineato che “abbiamo centri operativi con gli iracheni a Baghdad, Anbar, Salahuddin e in altre province”. Qui “fianco a fianco discutiamo la situazione sul versante della sicurezza e le operazioni contro Daesh”. Caggins ha aggiunto anche che ci sono alcune aree in cui i soldati locali “non hanno richiesto la nostra assistenza, ma siamo felici di vedere che continuano a mantenere il pressing su IS”.

Il portavoce della Coalizione. L’obiettivo è inibire le capacità di Daesh. Soprattutto nelle aree tra Kirkuk, Diyala, Anbar e Nineveh. Qui i jihadisti cercano di riorganizzarsi e finanziarsi

Di fatto, quindi, la cooperazione Inherent Resolve-ISF anti ISIS non si è interrotta. E’ stata solo rimodulata, congelando per il momento la fase cinetica. Infatti, in ambito di pianificazione delle operazioni contro lo Stato Islamico, la cooperazione procede a pieno ritmo. In particolare verso gli “hot bed” Daesh in Iraq. Questi sono concentrati soprattutto a Kirkuk, Diyala, Anbar e Nineveh. “Le persone che vivono in città come Khanaqin, Qara Tapa e Miqdadiya, sanno che IS è ancora una minaccia nell’area”, ha confermato Caggins. Qui i miliziani, oltre ad aver aumentato gli attacchi, cercano fonti di finanziamento. Di conseguenza compiono estorsioni e furti, anche organizzando falsi check-point. Non a caso, la Coalizione e i soldati locali stanno dando la caccia – tra le altre cose – alle loro reti logistiche e di supporto. “Ci focalizziamo sulla minaccia e le capacità” dei terroristi, ha concluso il portavoce. 

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