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Iraq, la caccia a Isis riprende nonostante la crisi Usa-Iran

Iraq, La Caccia A Isis Riprende Nonostante La Crisi Usa-Iran

Riprende in Iraq la caccia a Isis, nonostante la crisi tra Usa e Iran. Operazioni delle ISF contro lo Stato Islamico a Baghdad, Kirkuk e al confine con la Siria

In Iraq, nonostante la prosecuzione della crisi tra Usa e Iran, è ripresa la caccia a Isis. Le ISF hanno lanciato diverse operazioni in tutto il paese per smantellare le cellule dormienti dello Stato Islamico. Una è stata effettuata a Tarmiyah, a nord di Baghdad e ha portato all’arresto di alcuni miliziani ricercati. A Kirkuk, invece, sono state sequestrati decine di ordigni esplosivi e distrutte alcune caverne e rifugi usato dai jihadisti Daesh per nascondersi e muoversi indisturbati. I raid hanno coinvolto l’area montana di Mama e i villaggi di Kubaiba, Mzirir e Mansuriya nel distretto di Dibis. Infine, i soldati iracheni hanno respinto un attacco al quartier generale della polizia di frontiera al confine con la Siria, a nord est di Qaim. Non è chiaro se i terroristi cercassero di infiltrarsi nel paese vicino o se vi provenissero.

Daesh cerca di approfittare della situazione, ma ha poco tempo. Inherent resolve riprenderà a breve l’offensiva e in Siria ha già aumentato il pressing sui miliziani

Ciò che è certo, invece, è che Isis sta cercando di approfittare della crisi tra Usa e Iran per rialzare la testa in Iraq. Negli ultimi giorni, infatti, c’è stato un aumento anomalo di attacchi dello Stato Islamico in varie aree del paese mediorientale. Non solo contro obiettivi civili, come avvenuto negli ultimi mesi. Ma anche ai danni degli stessi soldati. I miliziani Daesh giocano sul fatto che Inherent Resolve ha congelato le operazioni per motivi di sicurezza. Queste, però, riprenderanno presto. Inoltre, le ISF hanno già ricominciato a dare la caccia ai rifugi e alla rete logistica dei jihadisti grazie a una maggiore attività della Falcon Cell. In Siria, invece, la crisi ha fatto aumentare il pressing su IS, in particolare a Deir Ezzor. Non a caso sono in aumento i tentativi di fuga verso l’Iraq.

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