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Iraq, Isis prende di mira i centri di comando dei droni internazionali

Iraq, Isis Prende Di Mira I Centri Di Comando Dei Droni Internazionali

Nuovo attacco di Isis all’aeroporto internazionale di Baghdad. La nuova strategia dello Stato Islamico in Iraq è colpire gli scali, dove sono di base le ISF e Inherent Resolve

Isis prova a rialzare la testa in Iraq, attaccando le ISF e le forze di Inherent Resolve. L’aeroporto internazionale di Baghdad è stato attaccato nuovamente dai miliziani dello Stato Islamico, dopo i lanci di razzi contro lo scalo avvenuti nei giorni scorsi. Questa volta, però, non si registrano vittime. Stessa sorte per l’aeroporto di Qayyarah in provincia di Mosul, bersagliato da 15 razzi. Entrambe le strutture ospitano truppe locali e internazionali. L’offensiva dei jihadisti contro le infrastrutture è in crescita ed è cominciata con il bombardamento di Ain al-Assad. Ciò ha fatto sì che gli Stati Uniti inviassero una maxi colonna di rinforzi dalla Giordania. I media parlano di oltre 500 mezzi militari. La base aerea, la più grande nel paese mediorientale, infatti è strategica. Non solo per le operazioni anti-IS interne e in Siria. Ma anche per monitorare l’intera regione.

L’obiettivo di Daesh è danneggiare i centri di comando e controllo dei droni nemici. Gli APR, infatti, sono una spina nel fianco per i jihadisti che cercano di recuperare capacità operativa

Non ci sono conferme ufficiali, ma sembra che Isis stia attaccando gli aeroporti in Iraq, sperando di colpire i centri di comando e controllo dei droni di Inherent Resolve. Questi, infatti, rappresentano una spina nel fianco per lo Stato Islamico, limitato pesantemente nei movimenti. Inoltre, la loro capacità di attaccare dal cielo non permette ai miliziani Daesh di reagire o prevenire gli strike. Infine, le informazioni fornite  dagli aerei senza pilota (APR) internazionali forniscono un vantaggio tattico e strategico alle ISF, che con la nuova fase dell’operazione Victory Will hanno ripreso a pressare i jihadisti. Di conseguenza, la capacità operativa di questi ultimi è ridotta drasticamente, peraltro nel momento meno opportuno. E cioè mentre sono in corso proteste in tutto il paese che, se sfruttate a dovere, permetterebbero a IS di alimentare il caos e accrescere l’influenza.

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