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Iraq, Isis perde 39 miliziani in una maxi battaglia a Khanoukh

Almeno 39 miliziani Isis, tra cui leader importanti, hanno perso la vita in una battaglia contro le ISF durata più di 10 ore sulle montagne di Khanoukh. L’operazione ha come obiettivo neutralizzare le cellule dello Stato Islamico nell’area

Almeno 39 miliziani Isis, tra cui alcuni leader importanti, sono morti a seguito di una maxi operazione delle ISF a Salahuddin. I militari iracheni hanno lanciato un violento attacco contro i jihadisti dello Stato Islamico sulle montagne di Khanoukh e hanno ingaggiato con questi uno scontro a fuoco durato oltre dieci ore. Al termine sono stati scoperti due tunnel. Uno era un deposito di armi e munizioni e l’altro ospitava un Diwan Al-Mal. Una sorta di ufficio finanziario Daesh, in cui venivano raccolti e gestiti i fondi IS. Peraltro, l’intelligence ha rinvenuto al suo interno diversi equipaggiamenti e documenti, giudicati di grande interesse. Alle manovre, ancora in corso, partecipano sia una componente terrestra delle forze speciali (ISOF) sia aerea. Al momento, i soldati stanno bonificando tutto il quadrante per prevenire possibili attacchi alle spalle e scovare eventuali fuggitivi.

Parallelamente, le ISF hanno incrementato la vigilanza sull’area di confine con la Siria e lungo l’Eufrate, da Anbar a Salahuddin. Ciò per prevenire le infiltrazioni Daesh e il rafforzamento dei gruppi di jihadisti a nord est

Parallelamente, le ISF stanno anche incrementando il pattugliamento dell’area di confine con la Siria e lungo l’Eufrate, da Anbar a Salahuddin. L’obiettivo è prevenire e bloccare i tentativi di infiltrazione Isis. I militari iracheni vogliono soprattutto evitare che i gruppi dello Stato Islamico presenti nel nord est del paese si rafforzino ulteriormente, aumentando il livello di minaccia. Non a caso le attività anti-Daesh vengono effettuate su un doppio binario. Da una parte c’è la componente aerea, che monitora il quadrante dall’alto e comunica alle truppe eventuali alert. Dall’altra ci sono diverse unità militari, schierate in punti strategici dell’area di operazioni, che intervengono per verificare se si tratti di un falso positivo o di un pericolo concreto. A Qaim, invece, è stata rafforzata la presenza dei soldati.

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