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Iraq, Isis perde 3 leader in meno di 24 ore tra Baqouba e Nineveh

Iraq, Isis Perde 3 Leader In Meno Di 24 Ore Tra Baqouba E Nineveh

Eliminato un capo Isis a Baqouba insieme a 2 luogotenenti. A Nineveh arrestati il capo della Hisbah e quello del “ministero delle Finanze”

Isis perde tre leader in Iraq in meno di 24 ore. Uno è stato ucciso insieme a due luogotenenti a Baqouba e due sono stati arrestati a Nineveh. Nella prima provincia, i caccia di Baghdad hanno effettuato un raid su un edificio, una casa-rifugio Daesh vicino al lago Hamreen. Nel raid sono morti un alto comandante jihadista e due suoi uomini, presumibilmente le sue guardie del corpo. L’operazione è avvenuta in base a informazioni dell’intelligence, che ha rilevato la struttura in cui si nascondeva il gruppo. Nella seconda, c’è stato un blitz delle forze speciali della polizia a sud di Mosul. In particolare nel villaggio di al-Eraij, nella zona di Qayyarah. Gli agenti hanno arrestato 2 dei vertici dello Stato Islamico locali. Tareq abu Islam, a capo della Hisbah (la polizia reliogiosa) di Isil, e Ayman Waad al-Jarjari, responsabile del Bayt-ul Mal, il “ministero delle Finanze” dei terroristi.

Il governo dell’Iraq lancia una nuova offensiva contro Daesh a Nineveh. Ne hanno parlato anche Abadi e il generale Votel, a capo del CENTCOM

Intanto, il ministro della Difesa iracheno ha annunciato l’avvio di una nuova operazione dell’esercito di Baghdad contro Isis. Questa si basa su informazioni d’intelligence e si tiene, con il supporto della Coalizione Internazionale anti-Daesh, a Jozor al-Makhlat in provincia di Nineveh. Le manovre sono state discusse dal primo ministro del paese mediorientale, Haider al-Abadi, nel corso di un incontro con il generale Joseph Votel, a capo di CENTCOM (il comando militare Usa che sovrintende tutte le operazioni all’estero). L’occasione è stata una visita in Iraq dell’alto ufficiale statunitense, in cui Abadi e Votel hanno discusso come sconfiggere definitivamente lo Stato Islamico. Ciò, focalizzandosi parallelamente sulla ricostruzione delle aree riprese ai terroristi, sulla protezione dei confini, sull’organizzazione di elezioni e su alcune riforme dell’economia che la nazione deve intraprendere.

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