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Iraq: Isis, che continua a perdere terreno, si vendica con gli attentati

Iraq: Isis, Che Continua A Perdere Terreno, Si Vendica Con Gli Attentati

Victory Will tra Anbar, Nineveh e Salahuddin e l’operazione sulle montagne di Hamrin a Diyala avanzano spedite contro Isis. Lo Stato Islamico si vendica con gli IED e gli attentati

Isis continua a perdere terreno in Iraq. L’operazione Victory Will (Irada al-Nasr) delle ISF tra Anbar, Nineveh e Salahuddin si sta spingendo all’interno del territorio dello Stato Islamico nel deserto. Inoltre, le manovre sulle montagne di Hamrin a Diyala hanno decimato la leadership dei miliziani. Parallelamente, Daesh continua a perdere personaggio chiave per la logistica e il finanziamento. L’obiettivo è isolare i miliziani sotto ogni punto di vista, chiudendoli in una piccola area, in modo poi da lanciare l’attacco finale. I jihadisti, non riuscendo a contrastare a livello militare il nemico, si vendicano con gli IED e gli attentati. L’ultimo è avvenuto a Baghdad e ha causato alcuni morti e feriti tra la popolazione. Questa, infatti, è “colpevole” di non supportare IS e di aiutare i soldati a scovare i terroristi.

Intanto, Baghdad continua a trasferire i figli dei foreign fighters Daesh nei loro paesi d’origine. A oggi ne sono stati deportati 473. Il governo, però, chiede più impegno alle nazioni

Intanto, il governo iracheno continua a riconsegnare i figli dei foreign fighters jihadisti Isis ai loro paesi d’origine. Finora ne sono stati deportati 473 di varie nazionalità. Dalla Russia al Tagikistan, passando per l’Azerbaigian alla Germania, alla Francia, all’Ucraina alla Turchia. I più piccoli vengono trasferiti al più presto. Quei giovani, che invece hanno fatto parte dello Stato Islamico, prima devono scontare la loro pena. Appena terminata, si procede con l’iter burocratico per la loro espulsione dal paese mediorientale. Il ministero degli Esteri di Baghdad, comunque, chiede a tutti gli Stati di intensificare gli sforzi per accogliere nuovamente i bambini. Che siano solo i figli di miliziani Daesh stranieri o che siano anche entrati nel gruppo.

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