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Iraq, Isis cerca di estendere la sua influenza a Diyala

Iraq, Isis Cerca Di Estendere La Sua Influenza A Diyala

Isis cerca di estendere la sua influenza in Iraq a Diyala, nell’area di confine tra la giurisdizione curda e quella di Baghdad. Aumentano gli attacchi contro le ISF e i Peshmerga 

Isis cerca di estendere la sua influenza a Diyala attaccando sia le ISF sia i Peshmerga. L’area per lo Stato Islamico è strategica, in quanto al confine tra le due giurisdizioni e permette più facilmente gli spostamenti dei jihadisti e il contrabbando, necessario a finanziare Daesh. Di conseguenza, IS sta cercando di ampliare il territorio controllato per creare una sorta di corridoio sicuro attraverso cui far trasferire merci, equipaggiamenti e uomini. Nelle ultime, infatti, ore i miliziani colpito due basi dell’esercito iracheno, uccidendo cinque soldati e ferendone altrettanti. La prima nel villaggio di Nofel (Miqdadiyah) e la seconda a Baldarus. Inoltre, hanno attaccato una pattuglia curda a Ryaz, nella periferia di Kirkuk, causando la morte di due militari. I raid, peraltro, non sono isolati. Nei giorni scorsi ci sono stati altri agguati nel quadrante, che hanno causato diverse vittime.

I soldati di Baghdad e le forze curde reagiscono con due offensive anti-Daesh parallele e complementari 

La reazione delle ISF e dei Peshmerga non si è fatta attendere. I soldati iracheni hanno lanciato una nuova fase dell’operazione anti-Isis Victory Will, che coinvolge Salahuddin, Kirkuk, Samarra e Diyala. Le forze curde hanno fatto altrettanto a Garmiyan (Kifr). A proposito, non a caso, hanno inviato nell’area numerosi rinforzi nei giorni scorsi, soprattutto a sud del distretto. L’obiettivo comune è ridurre lo spazio di manovra dello Stato Islamico fino ad eliminare ogni sacca di resistenza. In primis distruggendo i network logistici e di supporto dei jihadisti, nonché i loro rifugi e le reti di tunnel usati per nascondersi. Poi, schiacciandoli al confine tra le due giurisdizioni. Infine, neutralizzando definitivamente ciò che rimane di Daesh nel quadrante, grazie a un’offensiva congiunta tra i militari di Baghdad e quelli curdi lungo la frontiera comune.

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