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Iraq, ISF e Peshmerga creano centri di coordinamento per distruggere Isis

ISF e Peshmerga creano due centri di coordinamento congiunto anti-Isis a Erbil e Baghdad. Presto ne nasceranno altri nelle aree di confine del Kurdistan iracheno. Ciò a causa del fatto che le PMF non sono state in grado di garantire la sicurezza nell’area

Le ISF e i Peshmerga curdi hanno stabilito di costituire due centri di coordinamento congiunto a Erbil e a Baghdad per coordinarsi al meglio nella guerra contro Isis. Inoltre, stanno discutendo intese simili per Kirkuk e altre are di confine all’interno dell’Iraq (sei in tutto). L’opzione si è resa necessaria a seguito del fatto che le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF), che dovevano garantire la sicurezza tra il Kurdistan iracheno e il resto del paese, non sono state in grado di assolvere il loro compito. Non a caso nel quadrante si sono create grandi sacche di miliziani IS, che hanno lanciato ondate di attacchi sia contro i militari sia la popolazione. Peraltro, lo scorso venerdì c’era stato un accordo simile su Sinjar, dove era stato stabilito di normalizzare la situazione nel distretto in cui vive la minoranza degli Yezidi.

Obiettivo dell’operazione: creare una grande line difensiva anti-IS tra Diyala e Mosul, che permetta anche di attaccare i terroristi direttamente nelle loro basi nel quadrante

L’intesa tra ISF e Peshmerga è stata anche l’occasione per discutere dei problemi di sicurezza comuni, Isis in primis. In particolare, le parti hanno si sono confrontate sulla natura delle minacce dei jihadisti e hanno cominciato a lavorare insieme a un piano congiunto anti-IS. L’obiettivo è cacciare i terroristi nell’area tra il Kurdistan iracheno e il resto del paese mediorientale. In questo contesto, un ruolo centrale verrà giocato dai due nuovi comandi a Erbil e Baghdad, a cui presto se ne potrebbe aggiungere un terzo a Diyala. Le strutture, oltre a scambiarsi informazioni d’intelligence, coordineranno le reciproche operazioni. Inoltre, potranno inviare immediatamente rinforzi dove necessario, senza dover aspettare autorizzazioni o lungaggini burocratiche. Si punta, infatti, a costituire una grande linea difensiva contro i terroristi tra Diyala e Mosul e ad avere la capacità di colpirli direttamente presso le loro basi nel quadrante.

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