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Iraq, Inherent Resolve termina la sua fase “combat” contro lo Stato Islamico

Inherent Resolve termina la sua fase “combat” contro lo Stato Islamico. La missione internazionale dopo sei anni diventa di mentoring e advising. Obiettivo: affinare le capacità delle ISF per neutralizzare i jihadisti pro-ISIS

Inherent Resolve termina la sua fase di combat mission in Iraq e si trasforma in una missione di mentoring e advising alle truppe locali (ISF) contro lo Stato Islamico. La transizione, come annuncia la stessa Coalizione, è avvenuta entro la fine dell’anno, come previsto dagli accordi tra gli Stati Uniti e Baghdad. Per le forze internazionali rimarrà comunque il diritto all’autodifesa. In caso di attacco da parte dei jihadisti pro-ISIS potranno infatti reagire e neutralizzare la minaccia. Il passaggio è avvenuto dopo sei anni dalla nascita di Inherent Resolve (2014), quando la nazione mediorientale era in gran parte nelle mani dell’ex Daesh. Nel tempo, i militari internazionali sono riusciti a rendere indipendenti le ISF e a far sì che riuscissero a contrastare efficacemente i terroristi. Ora, nella nuova fase verranno sviluppate capacità specialistiche: dall’intelligence alle operazioni aeree, al supporto, passando per il coordinamento del fuoco e la pianificazione.

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