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Iraq, Inherent Resolve lascia il paese? Che fine fa la lotta a Isis?

Reuters pubblica una lettera in cui si annuncia la partenza dall’Iraq, a seguito delle richieste di Parlamento e premier. Il Pentagono, però, smentisce. Secondo indiscrezioni, le forze Usa potrebbero andare in Siria, Giordania, Kuwait e Arabia Saudita. Ciò per continuare la lotta a Isis e monitorare le mosse dell’Iran

La Coalizione Internazionale anti-Isis a guida Usa lascerà l’Iraq? Lo avrebbe comunicato formalmente al governo di Baghdad con una lettera, citata dalla Reuters, in cui si annuncia il ricollocamento fuori dal paese delle forze di Inherent Resolve nelle prossime settimane. Il Pentagono, però, smentisce secondo quanto riporta la CNN. Non ci sono conferme ufficiali, ma secondo fonti militari parte di esse potrebbero essere trasferite nell’est della Siria a Deir Ezzor. Altre, invece, distribuite tra Kuwait, Giordania e Arabia Saudita. L’obiettivo, infatti, è proseguire la lotta allo Stato Islamico e allo stesso tempo essere pronti a intervenire in tempi molto brevi in caso di attacchi da parte dell’Iran o di suoi alleati contro interessi statunitensi in Iraq e nella regione. Peraltro, in queste nazioni sono già presenti nuovi assetti, inviati recentemente a seguito delle minacce di Teheran dopo l’uccisione del generale Qasem Soleimani. Nel frattempo, il supporto alle operazioni anti-Daesh nell’area è stato congelato.

Baghdad tratta con Cina e Russia per sostituire la Coalizione Internazionale nella guerra contro lo Stato Islamico. Ma ciò, anche nel migliore dei casi, richiederà tempo. Fino ad allora le ISF riusciranno a contrastare Daesh? Intanto, il pressing su IS a Deir Ezzor aumenterà

La partenza di Inherent Resolve dall’Iraq porrebbe un serio problema sul fronte della sicurezza interna nel paese, soprattutto in chiave anti-Isis. Baghdad sta cercando di ricorrere ai ripari, avviando contatti con la Cina e la Russia affinché possano colmare il vuoto lasciato nella lotta allo Stato Islamico. Gli analisti, però, esprimono timori a riguardo. Raggiungere accordi, infatti, richiederà tempo. Come inviare eventuali contingenti e far sì che si ambientino. Non è certo, inoltre, che fino ad allora, le ISF saranno in grado – da sole – di riuscire a contrastare efficacemente Daesh. Soprattutto a seguito del fatto che i jihadisti già stanno cercando di approfittare della situazione per rialzare la testa ed estendere la loro influenza nella nazione mediorientale. Discorso inverso vale, invece, per la Siria. A Deir Ezzor con ogni probabilità ci sarà un incremento inaspettato del pressing su IS da parte delle SDF e della Coalizione Internazionale. 

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