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Iraq, in corso l’operazione Black Dust contro Isis sull’isola di Qanus

Iraq, In Corso L’operazione Black Dust Contro Isis Sull’isola Di Qanus

Le ISF lanciano l’operazione Black Dust contro isis sull’isola di Qanus a Salahuddin. Le manovre sono state precedute da un masi strike di Inherent Resolve, che ha sganciato 80.000 libbre di bombe sulle postazioni dello Stato Islamico

Si chiama Black Dust ed è l’ultima operazione lanciata dalle ISF contro Isis a Salahuddin, e in particolare sull’isola di Qanus. Le manovre sono cominciate con un massiccio bombardamento della Coalizione Internazionale, che ha scaricato nell’area 80.000 libbre di bombe su postazioni dello Stato Islamico. Al momento non è chiaro quale sia il bilancio delle vittime, ma l’estensione dello strike fa presagire che Daesh abbia perso molti elementi. D’altronde era stata proprio Inherent Resolve ad affermare con un post su Twitter che il luogo era infestato da jihadisti. Si attende ora l’arrivo delle forze di terra, che si occuperanno di bonificare il quadrante dai miliziani rimanenti. L’isola era usata da IS per nascondere i suoi elementi che si spostavano dalla Siria e dal deserto di Jazeera verso Mosul, Makhmour e la regione di Kirkuk. Era una specie di oasi, in cui veniva fornito loro sostegno e appoggio logistico.

Un’operazione analoga è in corso anche preso le isole vicino ad Hamam al-Alil. Daesh usa questi luoghi isolati e ricoperti di fitta vegetazione per nascondere i jihadisti in arrivo dalla Siria e da ovest, diretti verso Mosul, Makhmour e Kirkuk

Un’operazione anti-Isis analoga, inoltre, coinvolge Nineveh. In particolare le isole sul Tigri vicino ad Hamam al-Alil, a sud di Mosul. Prima ci sono stati alcuni bombardamenti aerei su postazioni dello Stato Islamico; ora le ISF stanno bonificando l’area dalla presenza degli ultimi miliziani Daesh. A differenza di quanto avvenuto a Qanus, però, i raid aerei e gli attacchi sono stati più limitati per non mettere a rischio la popolazione che vive in quei luoghi. La strategia IS, comunque, è identica. Usare le isole come basi logistiche e nascondigli da cui far muovere i jihadisti verso altre città dell’Iraq o per lanciare attacchi contro le forze si sicurezza e la popolazione. Per i terroristi questo tipo di rifugi erano perfetti: vi transitano pochi civili e sono ricoperti da una fitta vegetazione, che aiuta a occultare movimenti e strutture. 

Il video dello strike di Inherent Resolve sull’isola di Qanus

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