skip to Main Content

Iraq, i Peshmerga combattono Isis su due assi: militare e umanitario

Iraq, I Peshmerga Combattono Isis Su Due Assi: Militare E Umanitario

I Peshmerga curdi in Iraq stanno combattendo Isis su due versanti: militare e umanitario. Sul primo è appena cominciata una maxi-operazione a Garmiyan per smantellare le cellule dello Stato Islamico

I Peshmerga in Iraq stanno incrementando i loro sforzi contro Isis su due fronti: quello militare e quello umanitario. Sul primo fronte nelle scorse ore è partita una nuova maxi operazione contro le cellule dello Stato Islamico. In particolare i combattenti curdi stanno concentrando i loro sforzi nell’area di Garmiyan. Qui si ritiene vi sia nascosto un grande gruppo di jihadisti Daesh, che recentemente ha compiuto diversi attacchi sia contro i militari sia contro la popolazione, anche con falsi check-point lungo le strade principali. Le manovre sono cominciate a Dawda, tra Kifri e il distretto di Tuz a Salahuddin. Poi, si sono spostate nelle valli di Kalar e Chamchamal. Il bilancio provvisorio è di decine di miliziani uccisi durante gli scontri, ma l’operazione non si è ancora conclusa.

A Nineveh è in costruzione un grande campo, dove verranno trasferiti i foreign fighters Daesh iracheni e le loro famiglie, provenienti da Al-Hol in Siria. Si parla di circa 31.000 persone

In ambito umanitario i Peshmerga hanno accolto la richiesta di aiuto delle SDF siriane sulla presenza di migliaia di foreign fighters Isis e delle loro famiglie nei loro campi. Di conseguenza, è cominciata la costruzione di un maxi-centro nella provincia di Nineveh. Questo, una volta pronto, dovrebbe accogliere i jihadisti iracheni dello Stato Islamico, detenuti attualmente ad al-Hol. Secondo diverse fonti, questi dovrebbero essere complessivamente circa 31.000. La struttura, al momento completata al 50%, potrà ospitare 4.000 tende. Sufficienti a trasferire i miliziani Daesh e i loro partenti stretti. Parallelamente, si sta anche lavorando per stabilire misure di sicurezza e vigilanza adeguate. Il rischio, infatti, è che cellule IS tentino di liberare i loro compagni, come è successo più volte nel paese vicino.

Back To Top