skip to Main Content

Iraq, Canada invia ai Peshmerga carico di armi “decisivo” contro Isis

Nel 2017 la Coalizione addestrerà e armerò 2 nuove brigate di combattenti curdi. Daesh schiera in campo come ultima “arma” i “cuccioli del Califfato”.

In Iraq i Peshmerga stanno per ricevere un impulso decisivo nella lotta contro Isis, soprattutto a Mosul. È in arrivo dal Canada un carico di armi e munizioni più che ingente. Ad annunciarlo a Kurdistan 24 è stato il segretario generale del ministero per i Peshmerga, Jabar Yawar. L’alto funzionario ha spiegato che questo ha già ottenuto l’approvazione del Governo regionale del Kurdistan (KRG), della Coalizione anti-Daesh e dell’esecutivo federale di Baghdad. Questo ha dato il suo ok agli inizi di dicembre. Yawar non è entrato in dettagli su che tipo di armamenti arriverà e in che quantità. Si è limitato a dire che “si tratta di una percentuale significativa”. Inoltre, ha ricordato che al contributo di Ottawa, nel 2017 se ne aggiungeranno altri da parte della Coalizione. Nel 2017, infatti, gli Usa addestreranno altre 2 brigate di Peshmerga, le equipaggeranno e le armeranno.

Nasce la prima brigata di Peshmerga arabi

Nel frattempo, a Niniveh è nata la prima brigata di peshmerga arabi. Lo ha annunciato il portavoce delle tribù arabe, Muzahim Ahmed Hwet, citato da Bas News. L’unità è formata da 2.000 combattenti, che hanno cominciato ad addestrarsi. Il loro compito sarà proteggere Rabi’a, Zummar e altre zone vicino Sinjar dalla minaccia Isis e di altri gruppi terroristici. Le truppe saranno comunque sotto il comando del ministero dei Peshmerga. Questo all’occorrenza potrà impiegarle in maniera diversa se necessario in tutta la provincia, Mosul in primis.

Isis non esita a usare i “cuccioli del Califfato” come attentatori suicidi. Alcuni hanno meno di 10 anni

Sul versante Isis, invece, la formazione è sempre più chiusa a Mosul e sta implodendo. Come ultima “arma” il Daesh ha schierato in campo i bambini-soldato: i “cuccioli del Califfato”. L’allarme viene dall’intelligence, dopo la cattura di molti piccoli di nemmeno 10 anni, inviati dallo Stato islamico come attentatori suicidi presso il nemico. Finora erano usati principalmente come spie o per scopi propagandistici. La cattura delle strutture deputate alla comunicazione a Mosul e l’avanzata militare, però, hanno cambiato i piani. E non si è esitato a mandarli a morire solo per causare “disturbi” al nemico o per cercare di rallentare l’offensiva. La conferma viene da molti dei piccoli, che alla fine si sono rifiutati di farsi esplodere o che sono stati catturati dai militari iracheni. Questi hanno raccontato la loro esperienza d’indottrinamento e di addestramento. Purtroppo, nonostante molti riescono a fuggire dall’ideologia jihadista, altrettanti la portano fino a estreme conseguenze.

 

 

Back To Top