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Iraq, al via una nuova maxi operazione militare contro Isis ad Anbar

Iraq, Al Via Una Nuova Maxi Operazione Militare Contro Isis Ad Anbar

Al via ad Anbar una nuova maxi operazione dell’esercito iracheno contro Isis. Le manovre puntano a colpire in profondità lo Stato Islamico, dopo che una recente offensiva aveva smantellato le rotte di comunicazione con la Siria 

Al via in Iraq una nuova operazione contro Isis ad Anbar. LE ISF hanno annunciato manovre supportate dai caccia contro le cellule dello Stato Islamico nell’ovest della provincia. In particolare il deserto di Ramadi, Saad, Ras al-Ajarmy, Ras al-Oud, Ras al-Nesr, Nazira, Husseineya, Zur Huran e altre. Secondo informazioni d’intelligence, infatti, nell’ultimo periodo è stato registrato un forte movimento di miliziani Daesh. Nell’area è presente una grande sacca di resistenza dei jihadisti, fuggiti dagli altri campi di battaglia del paese e della vicina Siria. Baghdad teme che questi stiano cercando di riorganizzarsi per riportare il terrore nella nazione. Anche grazie a nuovi arrivi dalla nazione vicina. Una prima operazione era avvenuta recentemente nella regione, smantellando alcuni gruppi e le rotte di comunicazione con la Siria. Ora si passa alla “fase due”: manovre sul terreno, supportate dai caccia, per colpire in profondità i terroristi. 

Nel resto del paese prosegue la caccia alle cellule Daesh. Da Mosul a Kirkuk, passando per Salahuddin

Le ISF stanno conducendo contro Isis attività simili anche in altre zone dell’Iraq. Da Mosul a Kirkuk, passando per Salahuddin. Si tratta di operazioni più circoscritte e mirate, il cui obiettivo è eliminare le singole cellule dello Stato Islamico. Ciò per fermare gli attacchi che ultimamente sono aumentati in varie aree del paese. I miliziani colpiscono sia obiettivi militari sia civili. Questi ultimi o per punire la popolazione o per finanziarsi e reperire risorse, taglieggiando gli abitanti dei villaggi meno protetti. Nell’area di Mosul, infatti, l’esercito ha recentemente distribuito armi in circa 50 centri abitati, in modo che si possano difendere dai blitz dei jihadisti in attesa dell’arrivo dei soldati.

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