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Iraq, al via la terza fase dell’operazione Victory Will contro Isis

Iraq, Al Via La Terza Fase Dell’operazione Victory Will Contro Isis

Al via in Iraq la terza fase dell’operazione Victory Will contro Isis. Le manovre si concentrano a Diyala e Mosul e, oltre ai miliziani dello Stato Islamico, prendono di mira anche i tunnel e i facilitatori

Le ISF stanno smantellando la rete di tunnel Isis a Diyala e Nineveh nell’ambito della terza fase dell’operazione Victory Will. Nelle scorse ore le forze irachene hanno effettuato un blitz nella provincia, uccidendo quattro miliziani dello Stato Islamico e facendo crollare un condotto sotterraneo nella Kelal valley. Le PMF, invece, hanno bonificato 147 villaggi a Diyala e Mosul, distruggendo 17 laboratori Daesh usati per fabbricare ordigni artigianali (IED), due tunnel e quattro camion cisterna, usati dai miliziani per contrabbandare petrolio. Infine, sono quasi 50 i jihadisti catturati nel corso delle manovre, cominciate solo da tre giorni e che finora si sono concentrate soprattutto nei distretti di Khanaqin e Jalawla, nonché a sud dell’ex capitale IS nella nazione.

Baghdad contro Daesh impegna un grande schieramento di soldati, a cui si aggiungono le PMF e i Peshmerga curdi. Le SDF di Jazeera Storm, invece, sorvegliano i confini tra Iraq e Siria a Deir Ezzor

L’obiettivo della terza fase di Victory Will è impedire a Isis di controllare le rotte che collegano Nineveh a Kirkuk, Baghdad e Salahuddin. Inoltre, il governo iracheno punta a smantellare le reti di tunnel e a neutralizzare i facilitatori, in modo da bloccare l’afflusso di risorse e fondi allo Stato Islamico nel paese mediorientale, inibendo le sue capacità operative. Contro i miliziani Daesh, peraltro, è stato impegnato un grande schieramento di militari e le attività sono coordinate con le milizie sciite e i Peshmerga curdi. Questi ultimo hanno lanciato insieme alle ISF operazioni simultanee a Kolajo e in altre località a Diyala. Le manovre, seppur si tengono in Iraq, coinvolgono anche la Siria. Le SDF di Jazeera Storm, infatti, hanno stretto la vigilanza ai confini tra i due paesi a Deir Ezzor, per impedire ai miliziani di fuggire o di ricevere rinforzi.

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