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Iraq, al via la caccia all’uomo contro i capi e i miliziani Isis

Iraq, Al Via La Caccia All’uomo Contro I Capi E I Miliziani Isis

Comincia in Iraq la caccia all’uomo su vasta scala contro i leader e i miliziani Isis. Bloccato un tentativo dello Stato Islamico di infiltrarsi nella raffineria di Baiji

E’ cominciata anche in Iraq la caccia all’uomo dei leader  e miliziani Isis, per smantellare definitivamente la formazione. Le forze di sicurezza di Baghdad (ISF) e l’intelligence (INIS) hanno lanciato una serie di operazioni a nord e a ovest del paese per neutralizzare elementi dello Stato Islamico, che rappresentavano una minaccia per la sicurezza. Nelle scorse ore, infatti, è stato sventato un piano dei miliziani Daesh di infiltrarsi nella raffineria di petrolio di Baiji, la più grande del paese mediorientale. Inoltre, sono in corso perquisizioni a tappeto in numerose città della nazione. Queste sono cominciate dopo l’arresto di due alti leader IS: l’Emiro delle Battaglie e ’ex capo delle forze di polizia dei miliziani di Tal Afar: Abu Abdulaziz. Non è chiaro se i due comandanti abbiano cominciato a confessare oppure se le manovre siano nate grazie alla documentazione trovata in loro possesso.

Le SDF continuano a estradare i foreign fighters Daesh dalla Siria in Iraq. La conferma che il Califfato è morto arriva dalle mogli dei jihadisti

Intanto, in Siria le SDF hanno consegnato alle ISF numerosi foreign fighters Isis. Si parla di oltre 100 membri del gruppo. Secondo Baghdad si tratta solo di miliziani iracheni, ma alcune fonti governative affermano che tra loro ci sono anche 14 jihadisti francesi. Nei giorni scorsi Jazeera Storm aveva estradato altri elementi dello Stato Islamico nel paese vicino, dopo aver sconfitto definitivamente la formazione a Baghuz Fawqani. La conferma che Daesh è morto nella regione arriva dalle stesse mogli straniere dei terroristi. Queste, detenute in un’ala speciale del campo profughi di al-Hawl a Deir Ezzor, affermano che il sogno del Califfato è finito e chiedono di poter essere rimpatriate per poter crescere i loro figli. Parallelamente, però, spesso non mostrano alcun segno di pentimento. Anzi. Alcune di loro arrivano anche a incitare attentati in Occidente contro i civili.

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