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Iran, finito l’effetto “Soleimani”: riparte il pressing internazionale

Iran, Finito L’effetto “Soleimani”: Riparte Il Pressing Internazionale

Torna a crescere il pressing internazionale sull’Iran: Francia, UK e Germania esortano Teheran a tornare all’interno del JCPOA

L’Iran è nuovamente sotto pressione dalla comunità internazionale, nonostante l’uccisione da parte degli Usa in Iraq del generale Qassem Soleimani. Francia, Germania e Regno Unito, infatti, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui esortano Teheran a rispettare l’accordo sul nucleare (JCPOA) del 2015. I rispettivi capi di stato Emmanuel Macron, Angela Merkel e Boris Johnson hanno sottolineato che è “essenziale” che la Repubblica islamica torni a un pieno rispetto delle intese. “Abbiamo espresso la nostra profonda preoccupazione sulle azioni intraprese in viol”azione degli impegni da luglio 2019. Queste azioni devono essere invertite”, si legge nella nota. Dobbiamo affrontare – attraverso la diplomazia e in modo significativo – le preoccupazioni condivise sulle attività regionali destabilizzanti dell’Iran, comprese quelle legate al suo programma missilistico. Ribadiamo la nostra disponibilità a continuare il nostro impegno per la riduzione e la stabilità in la Regione”.

La Repubblica islamica, dopo l’uccisione di Soleimani, ha commesso un grandissimo passo falso: aver abbattuto l’aereo civile ucraino. Il Paese in un attimo è passato da vittima a carnefice sono scoppiate protese “pericolose”: i giovani infatti si rifiutano di calpestare bandiere Usa e di Israele

L’Iran, infatti, ha commesso un grandissimo passo falso, che l’hanno trasformata da vittima a carnefice, facendo crollare le prese di posizione internazionali a favore dopo la morte di Soleimani: l’aver abbattuto, seppure involontariamente, l’aereo civile ucraino (Flight 752). L’ammissione di colpa, che Teheran riteneva portasse vantaggi, invece, si è rivelata il contrario. Ciò ha scatenato all’estero un’ondata di condanne e in patria numerose manifestazioni, soprattutto (ma non solo) da parte degli studenti. Inoltre, si è registrato un caso senza precedenti nella storia della Repubblica islamica: per la prima volta i dimostranti si sono rifiutati di calpestare le bandiere degli Stati Uniti e di Israele, fischiando i pochi che lo facevano e sottolineando che il nemico più grande è all’interno del paese. La leadership di Teheran si trova quindi a dover affrontare un pressing imprevisto.

Nemmeno la Russia può aiutare oggi l’Iran più di tanto. Sembra, infatti, che ad aver abbattuto il velivolo sia stato un missile del sistema Tor-M1, venduto proprio da Mosca a Teheran negli ultimi anni

L’Iran, peraltro, in questa vicenda non può nemmeno contare sui suoi partner internazionali, esclusa la Siria, che hanno giudicato macroscopico l’errore di abbattere l’aereo ucraino. In primis la Russia, in imbarazzo, in quanto a colpire il velivolo è stato probabilmente un missile del sistema Tor-M1, fornito a Teheran negli ultimi anni da Mosca. Intanto, le proteste contro la leadership della Repubblica islamica continuano, nonostante i tentativi di repressione violenta e il blocco di Internet e social media.

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