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In Iraq Isis ha un nuovo incubo: si chiama Capitan Rambo

In Iraq Isis Ha Un Nuovo Incubo: Si Chiama Capitan Rambo

Capitan Rambo è un eroe per i Peshmerga e una minaccia per Isis

Ogni guerra ha i suoi eroi e quella contro Isis in Siria e in Iraq non fa eccezione. I Peshmerga ne hanno uno in particolare: viene chiamato Capitan Rambo. È un combattente e un tiratore scelto, che combatte Daesh. Finora ha 260 uccisioni confermate e lo Stato Islamico lo considera una minaccia. Tanto da mettere una taglia sulla sua testa e pubblicizzarla su Twitter. La sua storia l’ha raccontata l’Express britannico. Il suo vero nome è Muhammed o Hama ed è nato nel 1977. Ha scelto il mestiere di famiglia per difendere la sua patria: anche il padre, infatti, era un cecchino peshmerga che combatté contro Saddam Hussein negli anni ’70 e ’80 e che gli insegnò a usare le armi.

Chi è il terrore del Daesh

Per un periodo Capitan Rambo ha vissuto in Norvegia, ma poi ha deciso di tornare in Iraq per combattere Isis. “Appena Daesh ha invaso il mio paese (giugno del 2014) – ha detto – sono tornato in Kurdistan per distruggere questo male”. Attualmente combatte come tenente nell’Unità 70: una delle tre brigate formate nel 2015 da soldati appartenenti al partiti KDP e PUK. I suoi compagni lo conoscono come una persona taciturna ma affabile. In combattimento, invece, si trasforma in un predatore, sempre pronto all’azione. Recentemente ha operato a Kirkuk. Sempre contro lo Stato Islamico. “Uccidono donne e bambini, sono animali – ha precisato -. Non sono umani. Usano giovani ragazze come schiave sessuali e addestrano bambini piccoli a combattere”. Inoltre, “decapitano le persone per qualunque motivo. Che religione è questa? Li voglio uccidere tutti”.

Capitan Rambo: Isis ha armi migliori, ma molti miliziani non sanno combattere

Per quanto riguarda la capacità operativa di Isis in Kurdistan, Capitan Rambo ha un’idea ben precisa. “Hanno armi migliori delle nostre e i loro cecchini hanno occhiali per la visione notturna (NVG), che noi non possediamo”. Però, “solo alcuni jihadisti sono buoni combattenti. Altri sono come ragazzini, non hanno esperienza, sono naïve”. Gli “attrezzi del mestiere” di Hama, invece, sono pochi ma buoni. “Uso un M16, la miglior arma per il combattimento ordinario. È più leggero del Kalashnikov e ha una gittata maggiore”. Come tiratore scelto, invece, usa un fucile russo Zastava M75. “Aspetto il bersaglio e mi nascondo ovunque possa. Sparare è controllo, disciplina. È mantenere saldi i nervi. Come cecchino posso portare il terrore nei cuori di questi jihadisti pazzi”.

Hama vuole che la guerra contro Isis finisca e poi arruolarsi nel Regno Unito

Nella lista delle vittime Isis di Capitan Rambo ci sono anche tre alti comandanti. Uno lo ha eliminato senza che questo lo vedesse, a grande distanza. “Controllo il vento, la foschia, le temperature. Tutto ciò che possa influire con il mio tiro. Alcune volte mi sdraio per ore osservando e aspettando. Altre, mi viene improvvisamente ordinato di andare da qualche parte e devo sparare all’istante”. In alcuni casi, inoltre, bisogna sparare due colpi. “I miliziani Daesh sono spesso pompati con droghe, che non li fanno cadere subito”. Come da tradizione familiare, peraltro, Hama – sposato e padre di 4 bambini – ha già addestrato il più grande all’uso delle armi. “Voglio che protegga la sua patria come sto facendo io”. L’incubo dello Stato Islamico ha anche dei progetti per il futuro, quando sarà finita la guerra contro Isil. Vuole andare nel Regno Unito ed entrare nell’esercito o nell’intelligence militare.

L’articolo sull’Express su Capitan Rambo

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