Erdogan annuncia operazioni militari turche contro il PKK in Iraq

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Erdogan ha annunciato l’inizio di un’operazione militare contro PKK in Iraq, al confine con l’Iraq. Coinvolte le montagne del Qandil e Shingal, patria degli Yazidi

Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha annunciato l’inizio di un’operazione militare contro il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Questa avviene in un’area che si colloca tra le montagne del Qandil (al confine tra Iraq e Iran) e a Shingal la patria dei Yazidi, sotto il controllo delle forze irachene.  Nei primi attacchi aerei, Ankara ha distrutto 14 obiettivi “strategici”, utilizzando un grande dispiegamento di caccia. “Questo è solo l’inizio di una lunga serie”, ha dichiarato Erdogan durante una manifestazione elettorale nella città anatolica di Nigde. Nelle ultime settimane la Turchia ha intensificato la portata delle sue incursioni militari nelle aree di confine sotto il controllo del PKK nella regione del Kurdistan. Non ci sono state conferme da parte del Partito dei lavoratori del Kurdistan, né dal governo di Baghdad in merito alle dichiarazioni rilasciate da Erdogan.

Il presidente turco usa parole dure: Ovunque siano i terroristi, noi li scoveremo. Minaccia anche di colpire il campo profughi di Makhmour, vicino a Erbil

“Ovunque siano i terroristi, noi li scoveremo – ha proseguito Erdogan, usando parole dure -. Ad Afrin abbiamo già ucciso più di 4.500 combattenti curdi, armati dagli Stati Uniti che difendono l’enclave nord del Kurdistan siriano”.  Uno degli obiettivi di Ankara, Shingal, ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale nel 2014, quando il Daesh ha intrapreso una campagna persecutoria contro la minoranza etnica degli Yazidi, massacrando migliaia di uomini, stuprando donne e sequestrando bambini. Il PKK ha trovato nella zona un punto di riferimento tra le montagne  per aiutare la popolazione e scacciare i militanti dello Stato Islamico insieme ai Peshmerga ed alla Coalizione Internazionale. Erdogan, peraltro, ha minacciato anche di colpire il campo profughi di Makhmour, a circa 65 chilometri da Erbil, dove al suo interno attualmente vivono oltre 10.000 curdi fuggiti dalla Turchia.

di Pierluigi Bussi