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Difesa, SkyNews: la Cina arruola ex piloti militari UK

La Cina arruola ex piloti militari UK. I consulenti, ex membri delle forze armate, insegnano ai loro omologhi di Bejing come contrastare le tattiche aeree occidentali. Non è chiaro se siano coinvolti piloti anche di altri paesi NATO

La Cina sta arruolando ex piloti militari britannici per addestrare i suoi a contrastare le tattiche aeree occidentali. Lo denuncia Deborah Haynes di SkyNews. Secondo la giornalista sono stati assunti come consulenti sia piloti di aeromobili sia di elicotteri, provenienti dalle tre forze armate del Regno Unito. Il loro salario annuale è di circa 240.000 sterline e verrebbero selezionati da società esterne di head-hunter, presenti in diversi paesi. Il fenomeno, cominciato alla fine del 2019 con l’inizio dei lockdown a causa del Covid-19, è difficile da contrastare per le intelligence occidentali. Ciò in quanto i piloti sono assunti con contratti regolari e formalmente non violano leggi. Non è chiaro, peraltro, se la Cina abbia reclutato solo piloti UK o anche di altri paesi NATO. E’ certo, invece, che Beijing grazie all’esperienza trasmessa dai consulenti, stia acquisendo know-how preziosissimo e in tempi brevi, altrimenti impossibile da ottenere, che ridurrà i vantaggi dell’Occidente.

Beijing ormai usa da anni società terze e piattaforme come LinkedIn per acquisire Know-How. Ecco come fa

La Cina vanta ormai da anni una radicata tradizione nell’uso di società esterne per l’acquisizione di know-how, non solo a scopi militari. Gli specialisti vengono contattati con vari metodi, compreso passando da piattaforme online come LinkedIn, e pagati inizialmente per fornire un parere o expertise su un determinato tema. Solitamente ciò avviene mediante una conversazione telefonica tra il professionista e rappresentanti della società terza, che pone una lista di domande specifiche preparate dal committente. Se l’“intervista” viene giudicata soddisfacente e l’interlocutore mostra alcuni segnali di disponibilità, il passo successivo è offrirgli un vero contratto di consulenza, ben remunerato e soprattutto perfettamente legale. In questo modo diventa più complesso ridurre i rischi di trasferimenti involontari di informazioni sensibili. Non è un caso, infatti, che altre nazioni abbiano adottato lo stesso modello di Beijing.

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