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CyberSecurity, Unione Europea sotto attacco dagli hacker

CyberSecurity, Unione Europea Sotto Attacco Dagli Hacker

Massiccio attacco DDoS ai server della Commissione europea. Bruxelles conferma e riferisce che però non c’è stato “data breach”

Maxi attacco informatico all’Unione Europea. Le istituzioni UE hanno subito giovedì 24 novembre un cyberattack su vasta scala, che ha bloccato per ore l’accesso a internet. Come riporta Politico, non è stata una singola azione, ma diverse ondate. La tecnica usata è quella del Distributed denial of services (DDoS). A proposito gli esperti IT hanno inviato una mail allo staff, spiegando che ha saturato la connessione internet. Da Bruxelles, comunque, assicurano che non c’è stato alcun “data breach”. Inoltre, che l’attacco è stato bloccato dagli esperti di cybersecurity senza che ci fosse l’interruzione del servizio, ma solo rallentamenti. Secondo indiscrezioni raccolte dalla testata, tutto è cominciato verso le 15 quando sono state inviate contemporaneamente milioni di richieste di accesso al sito della Commissione. A causa di ciò, i server delle istituzioni europee si sono sovraccaricati e hanno rallentato tutto il sistema.

La risposta UE al cyberattack e le minacce future

Rilevato il cyberattack, è intervenuta la sezione IT della Commissione Europea. Questa ha operato in stretto contatto con il Computer Emergency Response Team (CERT-EU). Gli specialisti sono riusciti a riportare la situazione sotto controllo in alcune ore. L’incidente, però, sembra si sia chiuso definitivamente solo a notte fonda. Il CERT e la sezione, comunque, ritengono che la cybersecurity UE sia ancora a rischio. Attacchi DDoS di questo tipo, infatti, non sono mai isolati. Ma avvengono a ondate e si teme che questo possa essere il caso. Al momento non si è chiaro chi siano i criminali informatici o hacker responsabili dell’attacco. Da Bruxelles non è arrivata nessuna informazione o dettaglio, per motivi di sicurezza. Come non sono state rese note le azioni per contrastare il tentativo di compromissione. L’obiettivo è non dare vantaggi gratuiti a possibili criminali informatici.

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