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Coronavirus, cresce la psicosi in Medio Oriente dopo i casi in Iran

Coronavirus, Cresce La Psicosi In Medio Oriente Dopo I Casi In Iran

Aumentano i casi di contagio e i morti per il Coronavirus in Iran, che secondo l’opposizione sono ancora di più, e i paesi dell’area intervengono per evitare la diffusione del COVID-19. Turchia e Pakistan chiudono le frontiere, mentre l’Afghanistan blocca i voli e i viaggi di gruppo

La psicosi del Coronavirus comincia a colpire anche in Medio Oriente e ai confini dell’Asia. A seguito della morte di otto persone e del contagio di altre 43 in Iran, Turchia e Pakistan hanno chiuso i confini. I due paesi, infatti, temono che il COVID-19 possa estendersi nella regione. Lo stesso Afghanistan ha bloccato i voli verso la Repubblica islamica e gli spostamenti di gruppo tra i due paesi. Al momento passano solo i camion con merci e dopo attenti controlli. Peraltro, secondo l’opposizione interna, Teheran starebbe nascondendo il bilancio reale del New China Virus. E in particolare il fatto che i decessi sarebbero 18. Segno che il paese ha sottovalutato la minaccia e ora cerca di ricorrere ai ripari, mentre copre la verità per non essere ancora più isolato. Non a caso le persone infette provengono molte province: Qom, Teheran, Markazi, Gilan e Mazandaran.

Anche in Iraq è arrivata la psicosi del New China Virus. Ciò seppure finora non ci sia alcun caso reale o sospetto di infezione. C’è chi diffonde notizie false e chi cerca di approfittare della situazione per trarne profitti

Intanto, l’allarme del Coronavirus arriva anche in Iraq. In Kurdistan e nel resto del paese si lavora per arginare la psicosi di massa in relazione al COVID-19. Alcune persone sono state arrestate in quanto diffondevano notizie false sulla presenza del New China Virus. Inoltre, sono in corso controlli serrati per fermare chi cerca di approfittare della situazione per trarne profitto. In particolare si registrano alcuni casi in cui farmacie vendono maschere a prezzi esorbitanti, affermando che sono diverse dalle altre e che sono le uniche in grado di proteggere dal contagio. Finora, però, nella nazione mediorientale non si è registrato nessun caso reale o sospetto di infezione del virus. La situazione, comunque, è costantemente tenuta d’occhio anche da Inherent Resolve, a seguito della presenza di numerosi militari internazionali, impegnati nella lotta contro Isis.

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