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Cambogia e Cina combatteranno insieme il cybercrime

Cambogia E Cina Combatteranno Insieme Il Cybercrime

I due paesi firmano un accordo per incrementare la cooperazione su sicurezza, lotta al terrorismo e crimini informatici.

Cambogia e Cina hanno deciso di stabilire un meccanismo per incrementale la cooperazione su sicurezza, lotta a terrorismo e cybercrime. L’occasione è stata un incontro tra il ministro degli Esteri di Phnom Penh, Prak Sokhonn, e il direttore generale del dipartimento Sicurezza estera dell’omonimo dicastero di Pechino, Liu Guangyuan. Al termine del colloquio in Cambogia i due hanno firmato un accordo bilaterale. Nel corso dell’incontro, Sokhonn ha espresso soddisfazione per l’eccellente stato delle relazioni e della cooperazione. A proposito, il ministro ha ricordato che lo scambio di visite di alto livello nel 2016 ha contribuito ulteriormente a rafforzare i legami e allo sviluppo di una partnership strategica. A questo proposito, il re della Cambogia, Norodom Sihamoni, era volato a Pechino lo scorso giugno. Il presidente Xi Jinping aveva poi ricambiato la visita, andando a Phnom Penh a ottobre.

La Cambogia è stato uno dei primi paesi asiatici a capire l’importanza della cybersecurity

La Cambogia è uno dei primi paesi asiatici a essersi mossi per contrastare il cybercrime. Tanto che la nascita del suo Computer Emergency Response Team (CamCERT) risale al 13 dicembre del 2007. La struttura ha poi cominciato a operare a ottobre dell’anno successivo. Inoltre, Phnom Penh ha istituito una ICT Development Authority (NiDA) e gestisce queste tematiche nell’ambito del Consiglio dei ministri. Inoltre, la nazione sta operando per sviluppare l’istruzione legata alle nuove tecnologie. A questo proposito, alcuni giorni fa il ministero dell’Educazione ha firmato un memorandum con Microsoft per fornire programmi olistici e innovativi alle istituzioni scolastiche del paese.

La contestata legge di Phnom Penh sul cybercrime e gli sforzi di mediazione degli Usa

In Cambogia è allo studio anche una legge sul cybercrime, che però suscita preoccupazione a livello internazionale. In base alla bozza, il testo potrebbe essere usato per limitare le libertà di espressione nel paese. Soprattutto da parte dei dissidenti politici. Da Phnom Penh, invece, continuano a insistere sulla necessità della legge. La tesi è che circa metà della popolazione usa internet e di conseguenza ha il diritto di essere protetta dai criminali informatici. Gli Stati Uniti stanno cercando di mediare, lavorando con i cambogiani sulla cybersecurity. Anche con corsi di formazione negli Usa per far vedere loro come si combatte e persegue il crimine cibernetico. Mantenendo allo stesso tempo la libertà sul web. Da Phnom Penh pur ringraziando per il training, ribadiscono anche che non tutto ciò che funziona negli Usa può essere applicato al paese asiatico.

 

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