Al-Baghdadi avvia campagna di purghe contro vertici Isis anche in Siria

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Arrestati 16 membri Isis dopo morte 3 comandanti in raid aereo a Raqqah, tra cui Abo Sufian al-Orani

Il leader Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, continua la campagna di purghe avviata recentemente contro i vertici del Daesh. Il Califfo, dopo l’Iraq l’ha estesa anche in Siria e nella zona di Raqqah in particolare. Nelle scorse ore, come riporta l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), miliziani dello Stato Islamico hanno arrestato in città 16 tra combattenti e comandanti. Tra questi l’emiro di al-Fakhikha. L’operazione è avvenuta dopo i raid mirati della Coalizione internazionale, che hanno causato la morte di 3 leader del Califfato. Il più importante è il tunisino is Abo Sufian al-Orani, l’ufficiale di collegamento tra i vertici dei jihadisti in Siria e in Iraq. È stato ucciso insieme al comandante giordano Abo Hamza Riadiat, dopo aver ordinato a 220 combattenti di lasciare Raqqah e di dirigersi in Iraq per fornire sostegno ai gruppi sotto attacco.

Al-Baghdadi sospetta la presenza di talpe e vuole eliminare i nemici interni

L’arresto dei miliziani Isis e dei loro comandanti è nato per 2 motivi. Innanzitutto Baghdadi sospetta che all’interno del Daesh ci siano infiltrati. Questi avrebbero informato il nemico sulla presenza e l’ubicazione dei comandanti. Inoltre, il Califfo sta usando i timori per la sicurezza che serpeggiano nello Stato Islamico per eliminare i suoi subalterni scomodi. Coloro che tramano per sostituirlo. O che semplicemente non sono d’accordo sulla sua strategia fallimentare. Il leader del Califfato, infatti, non si fida più di nessuno e vive in perenna fuga e nell’ombra. Recentemente, però è partito al contrattacco ordinando una campagna di purghe dal chiaro messaggio. O siete con me al 100% o siete morti. Nelle ultime settimane, infatti, erano stati eliminati l’emiro di Zangili, a ovest di Mosul, e un comandante a Tal Afar.

Con la caduta di Mosul, l’Iraq sarà off-limits per il Califfo. L’unica opzione rimane la Siria

Questa volta, però al-Baghdadi ha diretto la sia attenzione alla Siria. Ciò in preparazione, presumibilmente, di una sua fuga a breve. L’area dove si sposta il Califfo, a ovest di Mosul, infatti non è più sicura. Quando poi cadrà definitivamente la città, lo diverrà ancora meno. L’intero Iraq sarà off-limits per lui. Di conseguenza, l’unica alternativa è scappare in Siria e stabilirsi nelle zone controllate ancora da Isis. Raqqah in testa. Per farlo, però, il leader del Daesh dovrà essere certo che non ci siano traditori pronti a venderlo alla prima occasione. La paura su questo versante c’è già da tempo. Il 30 marzo 2016 fu ucciso in un attacco con droni Abo al-Hayjaa. Era un noto comandante tunisino, che Baghdadi aveva spostato dall’Iraq alla Siria per guidare le operazioni a nord di Aleppo. A seguito dell’episodio, furono giustiziati 50 jihadisti e arrestati molti altri, alcuni dei quali sono ancora prigionieri.

L’articolo dell’Osservatorio Siriano sui Diritti Umani relativo all’arresto dei jihadisti Isis e dei loro capi a Raqqah

La notizia sull’avvio della campagna di purghe di al-Baghdadi in Iraq