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Africa sub-sahariana, le Task Force civili preoccupano sempre più i governi

Africa Sub-sahariana, Le Task Force Civili Preoccupano Sempre Più I Governi

Il fenomeno delle task force civili preoccupa sempre più i governi in Africa Sub-Sahariana. Nate per proteggere le comunità isolate da terrorismo e criminalità, oggi sono diventate una minaccia

Cresce in Africa Sub-Sahariana il fenomeno delle task force civili, che si affiancano o si sostituiscono a esercito e polizia per garantire la sicurezza. La Civilian Joint Task Force (CJTC) opera in Nigeria, gli Arrow Boys di Teso in Uganda, gli Zende Arrow Boys nel Sud del Sudan e i Kamajors della Sierra Leone. La maggior parte di questi gruppi ha iniziato come volontari facendo campagne contro terroristi Isis, Al Qaeda e Boko Haram o contro le milizie. Alcuni in passato avevano il sostegno dello Stato, ora sono cani sciolti. Il loro terreno di “caccia” sono soprattutto le aree remote, scarsamente popolate e con risorse di sicurezza limitate. Queste forze paramilitari all’inizio sono state viste con grande entusiasmo dalle comunità locali. Poi, però, la situazione è cambiata. 

In Nigeria la popolazione ha paura della Civilian Joint Task Force (CJTC). Questa, nonostante formalmente contrasti Boko Haram, è accusata di vari crimini e violazioni dei diritti umani 

Soprattutto in Nigeria, la popolazione comincia ad avere paura di questi eserciti senza arte né parte e si chiede se siano difensori del popolo o fuorilegge. Infatti nonostante i suoi risultati iniziali, il CJTF che si contrappone a Boko Haram, è accusato di gravi violazioni dei diritti umani, stupri, torture, rapina a mano armata, furti, omicidi e molestie. Inoltre, pur riportando successi contro il terrorismo nel nord-est, le attività opache di molti di questi giovani sono diventate incontrollabili dallo stesso governo. Gli scontri con le forze di sicurezza nigeriane sono frequenti. Pochi mesi fa, cinque membri della Task Force sono stati uccisi da soldati in un posto di blocco, infastiditi dalla loro insistenza di ispezionare camion carichi di munizioni che stavano scortando. A volte, peraltro, sembra che la CJTF abbia fatto anche il doppio gioco. Alcuni suoi membri, infatti, sono stati accusati di aiutare Boko Haram, spiando operazioni militari.

In Africa Sub-Sahariana c’è un’opinione crescente sul fatto che addestrare e armare i civili per combattere terrorismo e crimini sia stato un errore. C’è il rischio che questi mini-eserciti siano usati da altri, oppure che agiscano in autonomia imponendo le loro leggi alle comunità che dovevano proteggere

Il governo della Nigeria e quelli dei paesi coinvolti dal fenomeno si pongono perciò molti interrogativi sulla validità di coinvolgere i civili e addestrarli nella lotta contro il terrorismo. In questo contesto c’è un fronte crescente di persone che ritengono sia stato un errore. Ciò in quanto veri e propri micro eserciti come le task force, armate e addestrate, potrebbero essere utili non solo per le comunità, ma per chiunque sia disposto a salariali. Dai politici ai criminali, passando ai trafficanti di droga e ai contrabbandieri, per finire a Boko Haram, Al Qaeda e Isis. Senza contare che le singole formazioni, anche grazie alle particolarità delle aree in cui sono presenti, non è escluso decidano di operare in autonomia imponendo la loro legge alle comunità che in origine dovevano proteggere.

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