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Africa, la Cina vuole costruire una maxi base navale in Guinea Equatoriale

Il Wall Street Journal rilancia l’allarme del generale Townsend, a capo di AFRICOM: la Cina vuole costruire una maxi base navale in Guinea Equatoriale, presumibilmente a Bata

La Cina vuole costruire una grande base navale permanente nell’Oceano Atlantico, sulle coste della Guinea Equatoriale (a Bata). L’allarme è stato lanciato dal Wall Street Journal, che ha ottenuto informazioni riservate dall’intelligence statunitense. La questione era stata già affrontata ad aprile del 2021 dal generale Stephen J. Townsend, a capo di AFRICOM, il comando militare USA per le operazioni in Africa, in un’audizione alla commissione Forze Armate del Senato. “Sappiamo che i cinesi desiderano una rete di basi in tutto il mondo, aveva sottolineato citando come preoccupazione la costa atlantica dell’Africa. Beijin ha costruito la sua prima base sulla costa orientale a Doraleh (Gibuti) nel 2017, vicino a quella americana di Camp Lemonnier. Da allora, ha lavorato per espandere la sua presenza nel paese. Negli ultimi due anni, infatti, ha completato un molo che permetterà a navi più grandi, inclusi portaerei e sottomarini, di attraccarvi.

Il generale Townsend ad aprile 2021: Beijing punta a creare una vera base navale dove potere rifornirsi di munizioni e riparare navi militari

Secondo i militari Usa, la Cina sta puntando a creare una vera e propria base navale. Una struttura, che sia “qualcosa di più di un posto dove fare scalo e ottenere gas e generi alimentari. Sto parlando di un porto dove potere rifornirsi di munizioni e riparare navi militari”, aveva denunciato Townsend aggiungendo che i cinesi “stanno lavorando in modo aggressivo per ottenerlo”. Per espandere la loro presenza nella regione africana hanno avviato da tempo una politica di aiuti e investimenti in tutto il continente. Basta pensare che la nazione asiatica negli ultimi dieci anni ha destinato 60 miliardi di dollari in infrastrutture e sviluppo in Africa, aprendo parallelamente un numero impressionante di ambasciate. Queste, infatti, sono arrivate complessivamente a 52, tre in più rispetto agli Stati Uniti. Inoltre, è cresciuta in maniera preoccupante la vendita di armi ai governi locali, trainata da condizioni molto vantaggiose e nessun vincolo.

Gli Stati Uniti sono preoccupati: al momento il peso della Cina nel paese africano sembra essere maggiore

Per scongiurare il rischio della maxi base navale cinese in Guinea Equatoriale, il presidente americano Joe Biden aveva inviato a ottobre nel paese africano il suo vice consigliere per la sicurezza nazionale: Jon Finer. Questo aveva incontrato il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo e suo figlio, nonché vice, Teodoro Nguema Obiang Mangue (Teodorin) con alcune proposte affinché non concedessero a Beijing il permesso per costruire la struttura. La moral suasion, però, finora non sembra aver avuto effetto. La Cina, infatti, sembra avere frecce migliori al suo arco. D’altronde punta a due obiettivi con il nuovo porto: da una parte creare una forza militare per scortare le sue navi commerciali che transitano nel quadrante. Dall’altra, ottenere capacità di “rearm and refit” in un’area strategica dove era completamente sguarnita.

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