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Afghanistan, talebani: Isis non rappresenta più una grande minaccia

I fondamentalisti: I miliziani del Daesh invece di compiere passi in avanti, hanno fallito

Isis in Afghanistan non è in grado di porre nessuna grande minaccia. Questa affermazione non viene dalle istituzioni di Kabul o dalla missione Nato Resolute Support. Bensì dai talebani. In una recente dichiarazione, legata alla presenza di jihadisti non afghani tra i loro ranghi, la formazione ha smentito che ce ne siano. Inoltre, dopo i consueti attacchi agli Stati Uniti e al governo di Kabul, ha puntato il dito contro lo Stato Islamico. A proposito, nel testo si legge: “coloro che hanno cercato di creare problemi nelle regioni orientali del paese sotto il nome di Daesh, sono stati rifiutati dalla nazione afghana. Invece di compiere passi in avanti, hanno fallito”. E ancora. “Ne rimangono pochi di loro, che stanno alzando le teste ai confini est. Comunque, non sono in grado di rappresentare nessuna grande minaccia”.

I talebani questa volta non hanno mentito

Questa volta, però, i talebani non hanno mentito o ingigantito i fatti. Isis è sotto forte pressione nell’est dell’Afghanistan e ha appena perso il distretto chiave di Pacher Agam (provincia di Nargarhar). Le forze di sicurezza di Kabul (ANP, POP, LP, BP e NDS) hanno condotto una serie di operazioni congiunte nell’area; queste hanno portato alla morte di numerosi jihadisti del Daesh e al sequestro di armi pesanti, appartenenti alla formazione. Inoltre, tra le perdite subite dallo Stato Islamico c’è anche quella di un loro comandante: l’uomo, identificato come Mujaid era a capo di un gruppo di almeno 20 membri del Califfato. È stato ucciso nel corso di un’operazione ad Achin. Le manovre continueranno fino a che non sarà stata bonificata tutta la provincia afghana. Sono partite per evitare che i jihadisti espandessero la loro presenza fino a Tora Bora.

 

Il comunicato dei talebani in Afghanistan sulla presenza di stranieri tra le loro fila

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