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Afghanistan, l’Arabia Saudita scende in campo: Pronti a mediare per la pace

Afghanistan, L’Arabia Saudita Scende In Campo: Pronti A Mediare Per La Pace

L’Arabia Saudita è disponibile a mediare in Afghanistan se tutti, talebani  in primis, accetteranno di deporre le armi e procedere sul piano politico

L’Arabia Saudita è disponibile a portare avanti un’azione di mediazione in Afghanistan se tutti accetteranno di deporre le armi e procedere sul piano politico. La proposta verrà formalizzata in occasione dell’incontro mondiale degli Ulema a Jeddah. Uno dei focus dell’evento, infatti, sarà come rispondere al dilagare degli atti intimidatori guidati dai talebani contro il governo di Kabul. La decisione di organizzare un summit tra gli Ulema, è stata stabilita durante la visita nel Regno del capo dell’Alto Consiglio per la Pace afgano, Mohammad Akram Khpolwak. Gli studiosi religiosi islamici – che giungeranno a Jeddah da diverse parti del mondo -, parteciperanno alla conferenza per pronunciarsi nei confronti della sempre maggiore attività terroristica dell’Emirato Islamico nel paese asiatico e sulle giustificazioni che il gruppo radicale islamico dà alla guerra in corso. Gli Ulema terranno anche colloqui sulla presenza delle truppe straniere in Afghanistan.

L’incontro mondiale degli Ulema a Jeddah avrà un grande impatto sulle correnti politiche-religiose islamiche. Resta da capire quali saranno le reazioni degli attori regionali

L’incontro in Arabia Saudita è organizzato dopo mesi che il governo afgano ha cercato di trovare punti di contatto con i talebani per incoraggiarli ad aderire ai colloqui di pace. Tuttavia, l’Emirato Islamico – escludendo piccoli gruppi – finora ha rifiutato di partecipare a qualsiasi forma di dialogo. Sarà interessante capire quali saranno gli esiti di Jeddah. L’iniziativa, infatti, avrà certamente un grande impatto tra le varie correnti politico-religiose islamiche. Resta da capire quali saranno le reazioni. Del Pakistan in primis, dato che gli Ulema di Islamabad hanno più volte definito “jihad” la guerra afgana, legittimandola. Le anticipazioni degli addetti ai lavori, comunque, portano ad una conclusione scontata del summit: la condanna dei talebani, responsabili di atti terroristici non più accettabili e di azioni armate illegali.

di Pierluigi Bussi

 

Pierluigi Bussi è giornalista dal 2003 e inviato in zone di guerra e all’estero. E’ stato, tre gli altri paesi in Afghanistan e Tunisia. Si è laureato in Relazioni Internazionali presso L’Università La Sapienza di Roma con approfondimenti sui conflitti nel Corno d’Africa e Medio Oriente. Da anni segue le sorti politiche e sociali afgane, scrive su Kim International Magazine dove gestisce in esclusiva la rubrica “Spazio Kabul”. Tra i vari ruoli ricoperti è stato capo redattore del mensile Europe Today, ha collaborato con i quotidiani Pubblico, Roma News, Il Mezzogiorno d’Italia, con approfondimenti in materia di politica estera. Ha scritto, inoltre, per Storia in Network. Attualmente collabora con La Stampa.

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