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UNIFIL, la Folgore torna in Libano con un obiettivo ben preciso

UNIFIL, La Folgore Torna In Libano Con Un Obiettivo Ben Preciso

Il comandante della Folgore: Porteremo a termine i progetti e attività operative precedenti e ne apriremo di nuovi

La Folgore torna in Libano con un obiettivo preciso. Lo ha spiegato il generale Rodolfo Sganga, comandante della Brigata a Difesa & Sicurezza. La Folgore è arrivata il 12 ottobre nel paese dei Cedri nell’ambito dell’Operazione Leonte, parte di UNIFIL. Il 17 c’è stato il TOA coi Granatieri di Sardegna. “Nei prossimi mesi i Paracadutisti della Brigata Folgore si troveranno a portare a termine, tra le altre cose, progetti di supporto alla popolazione o attività operative, iniziate dalle Brigate che ci hanno preceduto – ha sottolineato l’alto ufficiale -. Inoltre, cominceremo attività che certamente saranno ultimate dal personale che ci sostituirà il prossimo anno. Tutte queste iniziative, però – ha ricordato Sganga – sono studiate, affinate e definite. Sempre in accordo con le autorità libanesi e con il Comando di UNIFIL. Ciò secondo una unica linea comune. In un unico disegno a lungo termine fondamentale a garantire la stabilità in questa importantissima area del Medio Oriente”.

Sganga: Il Libano da diversi anni è in pace e stabilità, ma non possiamo escludere il riaccendersi di qualche criticità

Sul versante della situazione in Libano, Sganga è chiaro. “E’ ormai un fatto assodato che il paese stia vivendo da diversi anni uno dei periodi più lunghi di pace e stabilità. Ciò senza dubbio anche grazie all’importante lavoro che sta svolgendo la missione UNIFIL. Certamente la vicinanza con alcune aree di crisi in Paesi confinanti e la convivenza di tante realtà, spesso anche molto diverse fra loro sia per radici storiche sia culturali e religiose – ha aggiunto il comandante della Folgore -, impongono di non escludere mai la possibilità del riaccendersi di qualche criticità”. Nella nazione, infatti, ci sono da qualche tempo alcune tensioni, legate alla presenza e alle azioni di gruppi estremistici come Isis. Non solo. Hezbollah, grazie ai recenti successi contro il Daesh in Iraq e Siria è diventata la forza più potente dello stato, suscitando forte preoccupazione soprattutto da parte di Usa e Israele.

Il generale: La grande forza dei contingenti italiani in Libano è saper lavorare tutti all’unisono, nella medesima direzione

In questo contesto, l’Italia ha una strategia ben precisa. “Benché i Reparti che si alternano in questa importante missione abbiano caratteristiche tecnico operative e possibilità di impiego diverse – ha motivato il generale Sganga -, la grande forza dei contingenti Italiani che si susseguono al Comando del Settore Ovest della Missione in Libano è saper lavorare tutti all’unisono. Sempre nella stessa unica direzione – ha concluso il comandante della Folgore, che torna nel paese dei Cedri per la prima volta dal 2007 -, dettata da missione e obiettivi, voluti dalle Nazioni Unite nel pieno rispetto della risoluzione 1701”.

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