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Yemen, gli Houthi puntano gli UAE per prendere fiato

Gli Houthi puntano gli UAE per prendere fiato. Secondo attacco in una settimana. Le milizie pro-Iran vogliono obbligare Abu Dhabi a fermare il supporto alla Coalizione a guida saudita. La leva è minacciare business e turismo

Gli Houthi, come previsto, aumentano il pressing sugli Emirati Arabi Uniti (UAE). Lo fanno lanciando dallo Yemen una nuova ondata di attacchi con missili balistici, intercettati dalle difese di Abu Dhabi. Tra i bersagli sembra ci fosse la base militare di Al-Dhafra, che ospita anche soldati americani della 380th Air Expeditionary Wing. L’offensiva delle milizie pro-Iran è la seconda contro gli UAE in una settimana. La precedente, effettuata con missili e droni, aveva preso di mira una fabbrica e un’area vicino all’aeroporto della capitale emiratina. I nuovi attacchi confermano che gli Houthi stanno cercando obbligare Abu Dhabi a ridurre ulteriormente il supporto alla Coalizione a guida saudita. Ciò allo scopo di “prendere fiato” dopo le ultime sconfitte sul terreno e a uso “interno”. Cioè migliorare il morale dei loro uomini ormai a terra.

I guerriglieri sciiti minacciano di prendere di mira sistematicamente il cuore degli Emirati: il business e il turismo. Inoltre, continuano i tentativi di vendicare la morte di Qasem Soleimani

La leva usata dagli Houthi contro gli Emirati Arabi Uniti è semplice ma efficace: minacciare di prendere di mira sistematicamente dallo Yemen obiettivi civili come gli aeroporti e strutture industriali, e quindi il cuore degli UAE: il business e il turismo. L’attacco ad Al-Dhafra, invece, ha un ulteriore significato: è un omaggio all’Iran per vendicare la morte di Qasem Soleimani, ucciso dagli Stati Uniti il 3 gennaio 2020 a Baghdad, insieme al al leader delle Forze di Mobilitazione Popolare sciite irachene (PMF), Abu Mahdi al-Muhandis. Già gli attacchi della scorsa settimana davano segnali in questo senso con scritte evocative sui missili lanciati contro gli Emirati.

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