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Yemen, gli Houthi aumentano il pressing sugli Emirati Arabi Uniti

Gli Houthi aumentano il pressing sugli Emirati Arabi Uniti per obbligare Abu Dhabi a ridurre il sostegno alla Coalizione a guida saudita e vendicare i loro generali

Ci sono forti probabilità che gli attacchi degli Houthi contro gli Emirati Arabi Uniti (UAE) si intensificheranno nel prossimo futuro.  Ciò per due motivi. Da una parte, i miliziani sciiti devono alleggerire il pressing subito per riorganizzarsi al fine di recuperare il terreno perso recentemente (nelle ultime settimane sono stati costretti a ripiegare nelle province centrali e meridionali dello Yemen). Dall’altra devono vendicare la morte di uno dei loro comandanti più importanti: il generale Abdullah Qasem al-Junaid, ucciso nel corso dei raid della Coalizione a guida saudita in risposta agli attacchi con missili e droni a Mussafah e nei pressi dell’aeroporto di Abu Dhabi. Peraltro, dopo lungo tempo, gli Houthi sono tornati a prendere di mira bersagli civili negli UAE. Segno che vogliono aumentare la pressione sugli Emirati per far sì che alleggerisca ulteriormente (ha già ridotto le truppe sul terreno) il suo sostegno a Riad.

I miliziani sciiti minacciano di prendere di mira sistematicamente il cuore degli UAE: gli affari. E di farlo con armi a doppia valenza come i droni Samad

La leva che gli Houthi vogliono usare contro gli UAE è la minaccia di prendere di mira sistematicamente obiettivi civili come gli aeroporti e strutture industriali, e quindi il cuore degli affari: il business e il turismo. Per farlo, peraltro, stanno usando un’arma specifica, che ha un doppio valore: i droni Samad (alias Sammad). Questa tipologia di aerei senza pilota è l’unica in mano ai miliziani sciiti ad avere un’autonomia sufficiente per raggiungere Abu Dhabi dalla base degli UAV all’aeroporto di Sana’a. Inoltre, il suo nome è simbolico: si chiama come il comandante Houthi, Saleh al-Sammad, ucciso proprio dagli Emirati nel 2018.

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