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Usa, è in Macedonia uno dei maggiori centri di produzione di fake news

Usa, è In Macedonia Uno Dei Maggiori Centri Di Produzione Di Fake News

Veles, da capitale della porcellana in Yugoslavia, è diventata quella delle fake news

Uno dei maggiori centri di creazione di fake news legate agli Usa è in Europa e in particolare in Macedonia, a Veles. Lo ha scoperto la CNN, che ha condotto un‘inchiesta ad hoc. La città, che una volta produceva porcellana per tutta la Yugoslavia, è invece divenuta nota oggi per la produzione e diffusione di bufale su internet. Vi vivono decime di proprietari di siti web, specializzati in notizie che attraggono i cittadini americani. La motivazione, a differenza di altri luoghi o attori, non è politica. Bensì quasi esclusivamente economica. La disinformazione, infatti, è estremamente redditizia. Si parla di milioni di dollari in entrate pubblicitarie, derivati dai click sui contenuti. Il “bufalificio” è peraltro condotto su scala industriale. Solo alla fine del 2016 si contavano oltre 100 siti che pubblicavano false notizie sulla politica statunitense.

Il “bufalificio” fa guadagnare fino a 2.500 dollari al giorno grazie alla pubblicità, mentre il salario medio in Macedonia è 426

La CNN ha intervistato alcuni imprenditori delle fake news in Macedonia e i risultati sono stati sorprendenti. Uno dei pionieri dell’industria della bufala online è un 24enne che ha chiesto di farsi chiamare Mikhail. La notte si trasforma in Jesica e posta frequentemente contenuti su siti web pro-Trump. Il suo alter-ego virtuale ha anche una pagina Facebook di taglio prettamente conservatrice. Non ha interesse alle implicazioni politiche di ciò che scrive, basta che la gente apra i suoi contenuti. A proposito ha spiegato che “a 22 anni guadagnavo più di quello che gli altri in Macedonia avrebbero percepito in tutta la loro vita”. Si parla di una cifra fino a 2.500 dollari al giorno, contro un salario medio nel paese che è pari a 426. Il principale metodo per fare cassa sono servizi come Google AdSense. Questi inseriscono pubblicità mirata sui contenuti e ogni click porta denaro al loro creatore.

Il business oggi è organizzare siti pronti per le presidenziali Usa del 2020

Mikhail ha raccontato alla CNN di aver usato i profitti delle fake news per comprare una casa e per far studiare sua sorella più giovane. Ha spiegato anche di aver avuto diversi collaboratori, negli Usa compresi, e che il suo ultimo sito ha ottenuto 1,5 milioni di followers su Facebook. La maggior parte dei quali proprio negli Stati Uniti. Questo, però, è stato bloccato quando i proprietari delle piattaforme di social media hanno dato una stretta sui contenitori di bufale online. Però, il ragazzo non demorde. Ha detto di aver già preparato un’operazione analoga in previsione delle presidenziali del 2020. “Il mio obiettivo è preparare un sito come quello precedente, che sia pronto per le prossime elezioni in America”.

Da produttori di fake news a insegnanti

A Veles ci sono altri che hanno addirittura fatto un passo ulteriore nel campo delle fake news. Sono diventati coach e insegnano ai macedoni come creare le proprie pagine di bufale, ma che siano redditizie. È il caso di Mirko Ceselkoski, veterano del settore. Ha cominciato, come ricorda la CNN, creando siti specializzati in dubbi consigli mediti, muscle cars e gossip legate a celebrità. Poi ha scoperto il magico mondo della disinformazione e vi si è lanciato a piè pari. Ora trasmette a pagamento il suo bagaglio a numerosi studenti. E, a quanto afferma, l’iniziativa sta avendo molto successo. “Non c’è nient’altro da fare qui – ha spiegato in riferimento ai giovani del posto -. Perciò, questa pratica si sta propagando come il fuoco”. Tanto che, secondo le sue stime, almeno 100 dei suoi studenti gestiscono siti politici legati agli Usa.

Le caratteristiche ideali di un sito web di bufale sulla politica Usa

Ceselkoski aiuta gli studenti a Veles su come far sì che i loro siti web sembrino professionali, imitando l’architettura dei big dell’informazione. Dai ticker alle breaking news. Spiega loro che devono usare indirizzi ammiccanti per il pubblico come usaelectionnews.com, everydaynews.us e trumpvision365.com. Inoltre, insegna come prendere una storia vera, già di tendenza negli Stati Uniti, e farla diventare virale, aggiungendo sensazionalismo e una dose di fake news. Per lui la parte più importante del contenuto è il titolo.

Il governo macedone promette sforzi per contrastare il fenomeno, ma questo al momento è legale e le autorità locali lo sostengono apertamente

In questo contesto, le nuove autorità della Macedonia (elette a maggio) promettono di prendere passi concreti per fermare la macchina del fango su internet. “Vogliamo dare il via a sforzi globali coordinati per contrastare le bufale su internet e incoraggiare la società civile ad aiutarci nel prevenire il fenomeno – ha detto alla CNN il portavoce dell’esecutivo, Mile Boshnjakovski -. Ciò, creando strumenti per il rilevamento delle fake news”. L’autorità centrale, però, si scontra con quella che ormai è divenuta una prassi, vantaggiosa anche per le istituzioni locali grazie alle entrate che genera. Il sindaco di Veles, Slavcho Chadiev. Ha detto senza mezzi termini che “questo è il nostro modo fi fare soldi molto velocemente. Perciò non cercheremo di fermarlo”. Inoltre, a oggi nel paese queste attività non sono illegali. Senza contare che per Chadiev “non c’è moralità nella politica”.

L’articolo integrale della CNN sulla macchina delle fake news in Macedonia

 

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