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Ucraina, la Russia usa gli “agenti stranieri” per fermare il dissenso interno

La Russia usa gli “agenti stranieri” per fermare il dissenso interno sull’Ucraina. Da dicembre saranno pubblicate i dati dei membri nella black list. Non potranno ricevere fondi statali o insegnare nelle università e ai bambini

L’establishment russo, per contrastare l’ondata crescente di critiche interna sui fallimenti in Ucraina, lancia un programma di purghe legato agli “agenti stranieri”. Un decreto governativo dell’11 novembre annuncia che da dicembre verranno resi noti pubblicamente i dati personali dei “foreign agents”: una black list di quasi 200 tra soggetti fisici e organizzazioni, accusati dal ministero della Giustizia di ricevere finanziamenti esteri e di essere impegnati in attività politiche. A loro, inoltre, potrebbero aggiungersi presto anche molti altri nomi. Ciò, in quanto dal 1 decembre 2022 verranno definiti “agenti stranieri” tutti coloro che secondo le istituzioni sono sotto qualsiasi tipo di “influenza estera”; non solo quella economico/finanziaria. Per esempio, basterà esprimere sull’Ucraina un’opinione simile a quella riportata in altri paesi. I membri della black list, oltre a vedere diffusi i dati personali e le “prove” a loro carico, saranno esclusi dai finanziamenti statali e non potranno insegnare nelle università o lavorare con i bambini.

Mosca ha paura che crescano ancora le critiche, soprattutto tra i giovani, la fascia più attiva e colpita negativamente dall’invasione in Ucraina

L’operazione è una grande purga interna verso gli oppositori di Putin, i giornalisti non allineati e i gruppi attivisti anti-guerra. Obiettivo: fermare il crescente dissenso interno. La stretta è deliberata data dopo che il ritiro da Kherson ha suscitato forti critiche in Russia, anche da parte di numerosi esponenti vicini al presidente. L’esclusione dai finanziamenti, prestiti e mutui, mira a indebolire sia le organizzazioni sia i soggetti singoli dal punto di vista economico. Il divieto di insegnare, invece, è legato alla volontà di bloccare eventuali tentativi di “propaganda sovversiva”, veicolata nella fascia della popolazione più attiva e permeabile: quella dei giovani, i più impattati negativamente dall’“operazione militare speciale”, dalle sanzioni internazionali e dalla recente “mobilitazione parziale”, che peraltro potrebbe riattivarsi a sorpresa nel prossimo futuro.

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