Thailandia, ecco gli eroi internazionali del salvataggio dei bambini a Tham Luang

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Il salvataggio dei 12 bambini e del loro allenatore in Thailandia è stato un successo, nonostante l’estremo sacrificio dell’ex navy seal Saman Gunan

Il salvataggio dei 12 bambini e del loro allenatore in Thailandia è stato un successo. Ciò nonostante la morte dell’ex operatore delle forze speciali della Marina (Navy Seal) del paese asiatico, Saman Gunan, che ha donato la sua vita per salvare i ragazzi. Ma lui non è l’unico eroe in questa vicenda, per fortuna conclusasi a lieto fine. C’è anche un gruppo di sommozzatori internazionali, il cui apporto all’operazione a Tham Luang è stato decisivo per il suo buon esito. Difesa e Sicurezza vuole rendergli onore, ricordando chi sono e che cosa hanno fatto, riprendendo un articolo della BBC in cui si traccia il loro profilo.

L’impegno dei Navy Seals thailandesi

La guida dell’operazione per salvare i 12 bambini e il loro allenatore è stata dei Navy Seals thailandesi e numerosi operatori dell’unità hanno partecipato ai soccorsi. Tre di loro e un medico, Pak Loharnshoon, sono stati al fianco dei ragazzi e li hanno curati in attesa che fossero riportati in superficie. Altri quattro sono stati gli ultimi a risalire. I Seals, peraltro, sono guidati dal contrammiraglio Arpakorn Yuukongkaew, il quale si è occupato anche di aggiornare i media durante l’evoluzione della missione di salvataggio.

I britannici John Volanthen, Richard Stanton e Robert Harper

La prima voce amica che i 12 bambini e il loro allenatore hanno sentito dopo 9 giorni che erano intrappolati nella grotta in Thailandia è stata quella del britannico John Volanthen. Lui e il connazionale Richard Stanton sono stati coinvolti dalle autorità locali per l’operazione di salvataggio, insieme a Robert Harper (esperto di grotte e caverne). Il primo è un consulente IT, il secondo un ex pompiere ed entrambi fanno parte del South and Mid Wales Cave Rescue Team. In passato hanno partecipato a numerose operazioni di rescue in vari paesi. Dalla Norvegia al Messico, passando per la Francia.

L’anestesista australiano Richard Harris

L’australiano Richard Harris, esperto di immersione, ha esaminato i 12 ragazzi nella grotta e ha dato il via libera all’operazione di salvataggio. La paura, infatti, è che i bambini fossero troppo deboli per poter affrontare la risalita. Fortunatamente, però non è stato così. Harris, prima dell’operazione in Thailandia ha esplorato diverse caverne in Australia, Cina, Nuova Zelanda e sull’Isola di Natale. E’ un anestesista specializzato in medicina nelle esplorazioni e nelle operazioni di recupero.  Nel 2011 ha ritrovato il corpo della sua amica Agnes Milowka, morta durante una spedizione nella caverna sotterranea di Tank Cave vicino a Mount Gambier sulla costa dell’Australia del sud.

Ben Reymenants e Claus Rasmussen della Blue Label Diving

Il belga Ben Reymenants è uno dei sommozzatori che ha trovato il gruppo dei 12 bambini e del loro allenatore nella caverna. E’ proprietario di un dive shop a Phuket e ha un’azienda chiamata Blue Label Diving. Insieme a lui c’era anche il danese Claus Rasmussen, che vive da anni in Thailandia dove ha lavorato per diverse scuole sub. Attualmente è un istruttore nella compagnia di Reymenants, ma in passato ha lavorato in diversi paesi del sud est asiatico nello stesso settore, compiendo numerose immersioni.

Mikko Paasi e Ivan Karadzic dall’isola di Koh Tao

Il finlandese Mikko Paasi è il fondatore di un diving centre sull’isola thailandese di Koh Tao, ed è specializzato nelle immersioni tecniche in grotte e presso relitti. L’uomo, appena appresa la notizia del ritrovamento dei bambini e del loro coach, ha immediatamente comprato un biglietto per Chiang Rai per unirsi alla missione di salvataggio. A questa ha contributo anche il danese Ivan Karadzic, che gestisce il centro sub insieme a Paasi. Entrambi facevano parte della catena umana subacquea che ha riportato i ragazzi e l’allenatore in superficie. Sulla morte di Gunan ha scritto sul suo profilo Facebook “Rest in peace. Sei un eroe e noi non dimenticheremo mai il tuo sacrificio”

Il canadese Erik Brown è stato 63 ore nelle caverne di Tham Luang

Infine, nella lista degli eroi internazionali che hanno contribuito al salvataggio dei bambini e del loro allenatore c’è il canadese Erik Brown. L’uomo, che viene da Vancouver, è un istruttore di immersioni tecniche. E’ stato il co-fondatore del Team Blue Immersion in Egitto e in Thailandia ha effettuato sette immersioni in nove giorni per aiutare i ragazzi, accumulando 63 ore nelle caverne di Tham Luang.

Da Difesa e Sicurezza grazie a tutti. Non solo ai sommozzatori internazionali e thailandese. Ma anche a tutte quelle persone che a terra, in mare e in volo hanno permesso che l’operazione fosse un successo

Oltre ai sommozzatori internazionali e thailandesi non bisogna dimenticare tutti gli eroi locali thailandesi e non, che hanno permesso al gruppo di svolgere il suo lavoro e di salvare i 12 bambini e il coach. Dai medici ai logisti, passando per autisti, pianificatori, cuochi e tutta la crew dell’operazione. Senza di loro non si sarebbe potuto risolvere la situazione in modo positivo e così veloce. Perciò, da Difesa e Sicurezza, grazie a tutti. Grazie a ognuna delle persone che ha contribuito a questo piccolo miracolo.

L’articolo della BBC che ricorda chi sono i soccorritori internazionali nell’operazione a Tham Luang