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Terrorismo, ISGS e JNIM dal Sahel puntano all’Africa Occidentale

ISGS e JNIM dal Sahel puntano all’Africa Occidentale. Improvviso boom di attacchi in Benin

Il terrorismo jihadista dei gruppi come ISGS e Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimi (JNIM) si sta espandendo dal Sahel all’Africa Occidentale. Lo denunciano i governi della regione. In particolare ci sono pericolosi focolai di violenza in Benin, una nazione fino a poco tempo fa relativamente tranquilla e che oggi si trova, invece, a dover fronteggiare una serie di attacchi di JNIM, formazione legata ad al Qaeda. L’area più a rischio è quella al confine con il Burkina Faso, che dalla fine di novembre del 2021 ha visto almeno tre aggressioni ai soldati locali (a Tanguieta, Porga e Keremou), di cui però solo l’ultima è stata rivendicata dal gruppo con un messaggio condiviso sui social network. L’intelligence di Porto-Novo, comunque, ritiene che tutti siano opera della stessa mano. Inoltre, il presidente Patrice Talon ha annunciato che le istituzioni saranno più determinate e vigili per contrastare il fenomeno.

Oltre al Benin, anche la Costa d’Avorio è a rischio. Il capo della DGSE, Bernard Emié, già all’inizio del 2021 aveva denunciato che i jihadisti vogliono arrivare al Golfo di Guinea

La nuova ondata di attacchi in Benin è indicativa del fatto che i gruppi come ISGS e JNIM stiano cercando di espandere la loro influenza in tutto il quadrante. Finora, infatti, la nazione africana era usata principalmente per rifugiarsi dopo le incursioni in Burkina Faso e per recuperare nuove risorse. Di conseguenza, i jihadisti cercavano di destare poca attenzione per poter muoversi liberamente lungo i confini. Oggi il segnale è diverso e molto chiaro. Non c’è più necessità di nascondersi. Bisogna, invece, espandersi. La minaccia, peraltro, non riguarda solo il Benin, ma coinvolge tutte le nazioni costiere dell’Africa Occidentale. L’allarme, peraltro, era stato lanciato già dall’inizio dello scorso anno dal capo dell’intelligence esterna francese (DGSE), Bernard Emié, in una delle sue rare apparizioni in pubblico. L’ex ambasciatore nell’occasione aveva denunciato che i terroristi vogliono espandere le loro attività nel Golfo di Guinea e in particolare in Benin e in Costa d’Avorio.

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