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Sospetto colpo di stato nello Zimbabwe. Esercito vs. Mugabe

Sospetto Colpo Di Stato Nello Zimbabwe. Esercito Vs. Mugabe

Situazione molto tesa nel paese africano, si attende la risposta del governo all’exploit dei soldati

Sospetto colpo di stato nello Zimbabwe contro il presidente Robert Mugabe. I soldati hanno invaso Harare a bordo di carri armati e hanno marciato fino all’emittente tv nazionale, la ZBC, prendendone il controllo. Nella zona si sono sentiti diversi colpi d’arma da fuoco ed esplosioni, ma non si hanno notizie precise su quanto stia accadendo. In giornata l’ambasciatore della nazione in Sudafrica aveva negato che stesse avvenendo un golpe. Inoltre, il governo aveva accusato il comandante in capo dell’esercito, il generale Constantino Chiwenga, di un comportamento che rasentava il tradimento. Ciò a seguito delle minacce di quest’ultimo di un possibile intervento dei militari in ambito politico nel paese africano. Al momento la situazione è molto tesa e fluida. Si attende di capire quale sarà la reazione di Mugabe alla sfida dei soldati.

Le ostilità tra Mugabe e Chiwenga scoppiate dopo la rimozione del vice presidente Mnangagwa

La situazione è degenerata dopo che Mugabe ha destituito il vice presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa. A quel punto Chiwenga ha afidato apertamente il capo dello stato affermando di essere pronto a reagire per porre fine alle purghe del partito Zanu-PF di Mugabe. Successivamente, alcuni veicoli blindati sono stati schierati sulle strade fuori da Harare, anche se non si sono mossi. Poi, altri militari hanno fatto irruzione nella sede della ZBC nella capitale. Questi hanno parlato ai lavoratori sul luogo, spiegando loro di non preoccuparsi. E che erano lì solo per proteggerli. Non si è fatta attendere la risposta del partito di Mugabe. I portavoce hanno annunciato che la formazione non soccomberà mai alla pressione esercitata dall’esercito. Inoltre, hanno aggiunto che le parole di Chiwenga erano state calcolate per disturbare la pace e la stabilità nel paese africano.

Nello Zimbabwe scarseggiano generi di prima necessità. Mugabe recentemente aveva effettuato un rimpasto di governo per evitare sorprese. Anche in ambito cyber

Il recente rimpasto di governo nello Zimbabwe non è servito a Mugabe per tranquillizzare gli animi e aumentare il controllo del paese. I primi di ottobre, il presidente aveva creato a sorpresa un ministero della Cybersecurity, Threat Detection e Mitigation. La struttura si sarebbe occupata di cybercrime, minacce dal cyberspazio e sui social media. Alla sua guida è stato scelto Patrick Chinamasa, finora titolare delle Finanze, a cui è subentrato l’attuale ministro degli Interni Ignatius Chombo. La decisione era stata formalizzata perché qualcuno su internet stava cominciando a diffondere notizie sul fatto che nel paese c’è scarsità di generi di prima necessità. Di conseguenza, si temeva che le “fake news” e gli allarmismi potessero scatenare il panico e un aumento incontrollato dei prezzi. Perciò, i social media erano una minaccia alla sicurezza e in qualche modo andavano arginati e tenuti sotto stretto controllo.

Mugabe puntava alla conferma della presidenza e il cyber dominio è un pericolo

In realtà, il motivo della nascita del ministero della Cybersecurity nello Zimbabwe è un altro. L’anno prossimo nel paese si terranno le elezioni presidenziali e Mugabe ha paura che attraverso internet e i social media ci siano tentativi di influenzare l’orientamento e il comportamento degli elettori. Tanto che ci sono già state avvisaglie in questo senso come la nascita sul web del movimento #ThisFlag, che ha usato la rete per organizzare la più grande protesta anti-governativa dell’ultimo decennio. La nomina di Chinamasa, infatti, è stata commentata sarcasticamente da alcuni con il fatto che sarà il nuovo ministro di Twitter, Facebook, Instagram e WhatsApp. Questo, infatti, tra i compiti previsti dovrà portare in Parlamento la cosiddetta “cybercrime bill”. Una legge che criminalizza le fake news, il revenge porn, il cyber bullismo e le attività anti-governative su internet.

Alla Giustizia scelto il capo dell’intelligence nazionale, il fedelissimo Happyton Bonyongwe

Peraltro, in previsione di qualsiasi situazione, Mugabe ha effettuato anche un’altra sostituzione eccellente nel governo dello Zimbabwe. Usando i problemi derivati dalla scarsità del dollaro nel paese come scusa, aveva tolto al vice presidente Mnangagwa l’incarico di ministro della Giustizia. Al suo posto è stato nominato l’ex direttore dell’intelligence nazionale, Happyton Bonyongwe, un suo fedelissimo da almeno 15 anni. Questo sarà responsabile delle nuove leggi e sovrintenderà al processo elettorale. Di conseguenza, il presidente – che corre per un nuovo mandato quinquennale – cercava in tutti i modi di blindare la sua corsa, puntando preventivamente a spuntare l’arma avversaria più pericolosa: il cyberspazio e i social media. Tenendo, allo stesso tempo, sotto controllo la Giustizia per qualsiasi evenienza.

 

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