skip to Main Content

Somalia, proseguono i self-defence strike Usa contro al-Shabaab

Somalia, Proseguono I Self-defence Strike Usa Contro Al-Shabaab

L’attacco avvenuto nel corso di un’operazione anti-terrorismo nella zona

Continuano gli attacchi Usa in Somalia per autodifesa. Nei giorni scorsi, è stato lanciato un altro raid aereo contro al-Shabaab, branca locale di al Qaeda. AFRICOM, il comando militare americano per l’Africa, ha ribadito che si è trattato di un attacco per autodifesa, come ha già fatto in altre 9 occasioni nel 2016. Consiglieri statunitensi, infatti, il 7 gennaio accompagnavano truppe dell’Unione Africana e locali in un’operazione anti-terrorismo. In particolare, durante un raid a Gaduud, una città a nord di Kismayo (sud). L’area è considerata ad elevata presenza di jihadisti. “Durante un’operazione anti-terrorismo per neutralizzare al-Shabaab – si legge nel testo di AFRICOM – i partner hanno rilevato che alcuni miliziani minacciavano la loro sicurezza. Di conseguenza, è partito un attacco di auto-difesa per bloccare la minaccia”.

Gli Usa hanno dichiarato guerra prima alle Corti Islamiche e poi ad al-Shabaab

Come ricorda il Long War Journal, in Somalia sono stati diversi gli episodi di questo genere. Le missioni essenzialmente sono di 3 tipi: distruzioni di istallazioni, raid preventivi e “fuoco difensivo”. Nel 2016, tra i 9 attacchi ad al-Shabaab ci sono stati quello a Raso il 5 marzo, per distruggere campi di addestramento. Oppure l’ultimo ufficiale, il 28 settembre, per smantellare una fabbrica di ordigni improvvisati (IED) vicino a Galcayo. Non volano solo gli aerei. Anche le navi lanciano missili. Dal 2006, quando è cominciata la guerra contro il terrorismo. Prima contro l’Unione delle Coorti Islamiche, con il supporto all’operazione militare dell’Etiopia che e pose fine al gruppo jihadista. Poi, contro al-Shabaab.

Dal 2006 gli Usa hanno condotto almeno 30 attacchi in Somalia

In tutto ci sono state 30 operazioni Usa ufficiali in Somalia, ricorda il Long War Journal. Queste, però, potrebbero essere state di più. È difficile, infatti, capire chi sia l’attaccante, in quanto nella campagna vi sono numerosi attori coinvolti. Dalle forze kenyote a quelle etiopi, passando per le somale. La fu a gennaio del 2007 in cui i bersagli erano Abu Taha al-Sudani (alias Tariq Abdullah), il leader di al Qaeda e Africa Orientale, Fazul Abdullah Mohammed e Saleh Ali Saleh Nabhan: i capi delle operazioni della formazione nella regione. Sembra che nell’attacco fu ucciso Sudani. Sempre lo stesso anno, a giugno, fu colpito Saleh ali Nabhan, leader di al Qaeda e di al-Shabaab, coinvolto negli attentati in Kenya e Tanzania. Altre 3 operazioni avvennero nel 2008, una nel 2009 e un’altra nel 2012. Nel 2013 ci furono 2 azioni Usa e l’anno successivo 3.

I raid Usa in Somalia in crescita. Nel 2016 sono stati 13 di cui 9 per auto-difesa

Negli ultimi anni, inoltre, le operazioni militari Usa in Somalia hanno visto un’accelerazione. Nel 2015, infatti, sono state 3 e l’anno scorso 13, di cui 9 ufficiali. La maggior parte, peraltro, è avvenuta a maggio (6 raid, di cui 4 per auto-difesa). Successivamente, c’è stato un impiego intenso delle forze speciali americane, che hanno ucciso diversi jihadisti di al-Shabaab, durante raid in fabbriche di IED e campi di addestramento della formazione. In un caso, il 21 giugno 2016, è stato lanciato un’offensiva preventiva per neutralizzare un gruppo di jihadisti che pianificava un imminente attacco terroristico contro le forze Usa. In altri casi, con buona probabilità, i militari americani hanno fornito Close Air Support (CAS) alle truppe miste in difficoltà o sotto attacco dai miliziani.

L’articolo integrale sulla campagna di attacchi Usa per auto-difesa in Somalia dal Long War Journal

Back To Top