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Somalia, gli USA rinnovano con Mogadiscio la partnership anti al-Shabaab

Gli USA rassicurano Mogadiscio sulla rinnovata partnership anti al-Shabaab in Somalia. Il comandante di AFRICOM, il generale Townsend, incontra il neo presidente Mohamoud

Gli Stati Uniti, dopo aver ripreso l’invio delle forze speciali in Somalia, rafforzano la partnership con le istituzioni di Mogadiscio. Il generale Stephen Townsend, a capo del Comando militare Usa per l’Africa (AFRICOM), è volato nella nazione per incontrare il nuovo presidente Hassan Sheikh Mohamud. Obiettivo: rassicurare i partner locali sul rinnovato sostegno americano nella lotta ad al-Shabaab, dopo un periodo sotto la presidenza Trump in cui l’aiuto era stato fortemente ridimensionato e limitato quasi esclusivamente a raid aerei mirati. La gestione delle manovre sul terreno era stata così delegata alle truppe somale e a quelle della missione AMISOM dell’Unione Africana, che però si sono rivelate insufficienti a contrastare efficacemente i jihadisti. Tanto che questi hanno cominciato a guadagnare terreno e a estendere la loro influenza nell’area, anche mediante offensive spettacolari.

Gli Stati Uniti devono fare presto per cambiare la situazione: c’è il rischio che l’ala politica dei jihadisti entri in Parlamento e bisogna proteggere le elezioni in Kenya

Gli Stati Uniti, prima che la situazione in Somalia degenerasse ulteriormente, sono dovuti intervenire rapidamente rivedendo le loro precedenti politiche e inviando circa 500 operatori delle forze speciali. Ciò, soprattutto a seguito di due elementi di novità, che aumentano i rischi: la vittoria elettorale di Mohamoud, che sembra aver aperto la possibilità all’ala politica di al-Shabaab di entrare in Parlamento. In quel caso contrastare i jihadisti pro-al Qaeda diverrebbe molto più difficile. Inoltre, ad agosto si terranno le presidenziali in Kenya – il principale partner degli USA nel Corno d’Africa – e c’è il concreto pericolo di attentati e attacchi da parte dei terroristi, che potrebbero causare carneficine.

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